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venerdì 11 dicembre 2015

Sardegna: l'isola diventa la Cayenna del 41bis, boss mafiosi nelle carceri di Sassari e Uta

Damiano Aliprandi

Il Garantista, 15 febbraio 2015

La Sardegna tra pochi giorni diventerà ufficialmente la Caienna - il famigerato bagno penale francese - in salsa italiana. Nei nuovi complessi penitenziari di Sassari e Uta verranno concentrati tutti i detenuti del 41 Bis, attualmente dislocati su tutto il territorio italiano. A confermalo è stato il dipartimento dell'amministrazione penitenziaria.
In una nota si spiega che "i provvedimenti di trasferimento di detenuti ex art. 41 bis nelle sezioni delle carceri di Sassari e Uta saranno adottati ai sensi delle "disposizioni in materia di sicurezza pubblica", varate con la legge 15 luglio 2009, n. 94 che dispone: "I detenuti sottoposti al regime speciale di detenzione devono essere ristretti all'interno di istituti a loro esclusivamente dedicati, collocati preferibilmente in aree insulari, ovvero comunque all'interno di sezioni speciali e logisticamente separate dal resto dell'istituto e custoditi da reparti specializzati della polizia penitenziaria".
Le due moderne strutture di Uta e di Sassari sono state realizzate in conformità alla legge 15 luglio 2009, n. 94 e assicurano i più elevati standard di sicurezza e di gestione". Prosegue sempre il Dap: "Il trasferimento avverrà non appena saranno ultimati i lavori della sezione 41 bis del carcere di Uta e l'attivazione del sistema di multivideo-conferenza nel carcere di Sassari. Le due sezioni hanno una ricettività di 92 posti ciascuna".
Il Dipartimento precisa inoltre che "la titolarità esclusiva dei procedimenti relativi alla realizzazione dei due nuovi complessi penitenziari di Cagliari e di Sassari appartiene al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti-Provveditorato Interregionale alle Opere pubbliche per il Lazio, l'Abruzzo e la Sardegna".
I costi complessivi, al netto del ribasso, sono stati comunque alti: 18 milioni 600.000 euro per il carcere di Uta e 16 milioni e 350.000 per quello Sassari. La vicenda fa discutere. A parte le idee soggettive, e fortemente discutibili sulla natura del 41 Bis , la proposta di concentrare i detenuti a regime speciale nelle due carceri va comunque a scontrarsi con le parole del dottor Roberto Piscitello - direttore generale dei detenuti e del trattamento presso il Dap - ascoltato nel giugno scorso dalla commissione straordinaria sui Diritti umani, presieduta dal senatore Luigi Manconi.
Così disse Piscitello durante l'audizione: "Nell'assegnazione della misura si evita l'assembramento in pochi istituti di soggetti che facciano parte della medesima associazione o di organizzazioni fra loro contrapposte. E si evita che soggetti di grande spessore criminale siano ristretti nello stesso istituto. I soggetti in 41 bis sono detenuti rigorosamente in celle singole. Come tutti i detenuti hanno diritto a colloqui e momenti socialità con alni detenuti, in gruppi non superiori a quattro".
Alla notizia dell'imminente trasferimento dei detenuti sottoposti al regime duro, alza la voce il deputato sardo di Unidos, Mauro Pili: "Bloccate il progetto folle dei 41 bis in Sardegna e convocare il governatore Pigliaru nella commissione antimafia per il parere della Regione". L'ex governatore Pili, dopo avere denunciato per primo l'arrivo nelle carceri dell'isola di capimafia e altri detenuti ristretti nel regime di massima sicurezza, ha inviato una lettera al presidente della commissione antimafia, Rosy Bindi, per convocare la bicamerale e acquisire il parere della Regione.
"La commissione antimafia", afferma Pili, "deve occuparsi immediatamente dello scellerato progetto del Dap di trasferire in Sardegna oltre 200 capimafia". Il parlamentare chiede che l'organismo bicamerale convochi al più presto il presidente della Sardegna, Francesco Pigliaru, "per acquisire il parere della Regione su questo demenziale progetto che rischia di attivare un processo di infiltrazione mafiosa senza precedenti in Sardegna".
Pili definisce senza mezzi termini "intollerabile" e "scandaloso" il silenzio della Giunta regionale. Per l'ex governatore il trasferimento dei 41 bis è una scelta in contrasto con le linee guida legate alla regionalizzazione della pena detentiva ma anche contro tutte le impostazioni sinora seguite di non concentrare capimafia. "Un vero e proprio regalo alle cosche. Anche per questo motivo", conclude, "il ministro dovrebbe revocare i massicci trasferimenti di detenuti in Sardegna, E se non lo farà la reazione sarà durissima".

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