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venerdì 18 dicembre 2015

Giusto processo per i minorenni, ecco le nuove regole dell'Europa

di Barbara Carbone

Il Messaggero, 18 dicembre 2015

Nuove regole a tutela dei minori in caso di processo. Le ha approvate il Parlamento Europeo, d'intesa con il Consiglio e la Commissione Europea, dando il via libera al testo della Direttiva sul giusto processo minorile. Si tratta di una sorta di catalogo delle garanzie procedurali minime e indispensabili quando ad essere imputato o indagato è un minore. Soddisfatta la relatrice del progetto di legge e primo negoziatore per conto della Commissione Europarlamentare Libe (Giustizia), l'onorevole Caterina Chinnici (S&D) che parla di "una svolta sul piano del diritto e dei diritti, un atto di enorme maturità".

Il provvedimento interessa, secondo le stime rese note dal Parlamento Europeo, circa un milione di minori che, ogni anno, entra in contatto con le forze di polizia o con gli organi giurisdizionali. Parliamo del 12% dell'intera popolazione dell'Unione europea che si imbatte nella giustizia penale. Tra i punti principali del testo molte garanzie già recepite dal sistema italiano: l'obbligo di assistenza legale al minore in tutte le fasi del procedimento, una valutazione individuale dello stesso che tenga conto del suo vissuto e della sua personalità, la detenzione separata tra minorenni e adulti, l'assistenza medica e la formazione specialistica dei magistrati che operano nel settore della giustizia minorile. Un approccio, culturale e giuridico, decisamente nuovi per molti Paesi Europei.
Secondo la relatrice Chinnici, la novità più importante di questo provvedimento "riguarda il principio dell'assistenza legale obbligatoria ai minori penalmente imputati o indagati. In alcuni Stati membri - spiega - l'intervento del difensore non era previsto in tutte le fasi del procedimento. Il testo attua il principio secondo cui l'interesse del minore deve sempre essere al centro del sistema di giustizia minorile".
Nel testo si affronta anche la parte delle misure cautelari e la riabilitazione, perché "il procedimento penale minorile - dice ancora Chinnici - non può prescindere da un attento esame della personalità del minore, dalla sua condizione familiare, sociale ed economica. Servono una serie di elementi utili - aggiunge - per capire, ad esempio, quale grado di consapevolezza del reato il minore abbia avuto, quale misura cautelare sia più opportuna e quali siano le prospettive di rieducazione". Tutti aspetti che garantiscono un giusto processo, che, secondo la relatrice del provvedimento, si realizza "quando si raggiunge l'equilibrio tra la necessità di accertare i fatti di reato e le relative responsabilità con quella di tenere nella dovuta considerazione le vulnerabilità e gli specifici bisogni dei minori".

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