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mercoledì 19 novembre 2014

Lettera della mamma di Marcello Lonzi: “Cari Boldrini e Grasso, lo Stato ha ucciso mio figlio”

lettera di Maria Ciuffi pubblicata su il Garantista.it: http://ilgarantista.it/2014/11/15/lettera-della-mamma-di-marcello-lonzi-cari-boldrini-e-grasso-lo-stato-ha-ucciso-mio-figlio/

Marcello, a soli 29 anni fu arrestato nel 2003 per tentato furto, mancavano pochi mesi perché tornasse a casa. Lo Stato che lo custodiva avrebbe dovuto restituirmelo vivo e non morto. Aveva 8 costole rotte, un buco in testa, due denti rotti e un polso fratturato immerso in una pozzanghera di sangue. Vorrei che i Presidenti delle Camere si interessassero alla questione di mio figlio e mi ricevessero come hanno fatto con i familiari di Cucchi.
In questi anni atroci, li ho contati giorno per giorno, sono tanti e sono troppi. 11, che cerco giustizia per mio figlio. Marcello, a soli 29 anni fu arrestato nel 2003 per tentato furto, mancavano pochi mesi perché tornasse a casa. Ci tengo a ribadire, che non giustifico mio figlio per gli errori commessi ma condanno invece lo Stato che lo custodiva perchè avrebbe dovuto restituirmelo vivo e non morto.
Aveva 8 costole rotte, un buco in testa, due denti rotti e un polso fratturato immerso in una pozzanghera di sangue. Come potrei accettare la tesi che sia morto per cause naturali dovute a un infarto? Quale mamma potrebbe mai accettare una cosa del genere? Quale madre si arrenderebbe di fronte a una tortura così atroce?
Io non accetterò mai questo verdetto e mi appello ai giudici di buon senso affinché non archivino ancora la vicenda di Marcello. Facciano il possibile per far emergere la verità e anche se mio figlio non mi sarà mai restituito, potrò morire in pace. Vorrei che i presidenti delle Camere si interessassero alla questione di mio figlio e tramite alcuni parlamentari ho espresso il desiderio di essere ricevuta come giustamente hanno fatto col caso Cucchi. Mi sono recata appositamente lì, davanti a Montecitorio nei giorni scorsi e ho mostrato le foto che ritraevano mio figlio Marcello perché volevo che tutti vedessero il corpo martoriato del mio ragazzo, sono anni che le pubblico ovunque. Fin’ora, nessuno dei due Presidenti delle Camere mi ha fatto sapere alcunché.
Nel 2010 accompagnata dalla Radicale Irene Testa e grazie al sostegno dell’associazione Il Detenuto Ignoto, ho persino fatto uno sciopero della fame ma il caso è stato anche in quella occasione archiviato, fortunatamente sono riuscita in seguito a farlo riaprire ma a breve, tutto potrebbe nuovamente concludersi con una archiviazione. Mi auguro che non sia così e che chi ha le responsabilità si metta una mano sulla coscienza e faccia emergere la verità. Io comunque andrò avanti, lo devo a mio figlio e ai tanti altri ragazzi che sono entrati in carcere per scontare una pena e sono stati restituiti morti alle famiglie.

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