L'Associazione Il Detenuto Ignoto nasce con l'intento di affermare e promuovere i diritti dei cittadini detenuti, in attuazione di quanto disposto dall'articolo 27 della Costituzione italiana. Il Detenuto Ignoto in questi anni è stata animatrice di importanti iniziative, attraverso lo studio delle realtà e delle politiche del sistema penitenziario italiano, la consulenza e la produzione legislativa, il coordinamento di comitati, l'organizzazione di seminari, convegni, eventi e manifestazioni.

COME CONTATTARE L'ASSOCIAZIONE:

email: Info@DetenutoIgnoto.com


Via di Torre Argentina 76, presso Partito Radicale 00186 Roma





venerdì 14 novembre 2014

CASO LONZI. LA MAMMA SI APPELLA AL PAPA E CHIEDE AIUTO A FARGLI GIUNGERE IL SUO MESSAGGIO

CASO LONZI. LA MAMMA SI APPELLA AL PAPA E CHIEDE AIUTO A FARGLI GIUNGERE IL SUO MESSAGGIO


L’associazione Il Detenuto Ignoto riceve e pubblica la lettera inviataci da Maria Ciuffi a Papa Francesco

Caro Papa Francesco,

non so se leggerai questa mia lettera. Sono una mamma disperata, oltre al dolore per la perdita di mio figlio si è aggiunta una doppia pena, quella di aver visto il corpo martoriato di mio figlio, una morte violenta e crudele e una giustizia che non arriva e che inseguo da 11 anni. Per un periodo della mia vita, persi anche la fede, accecata come sono dal dolore, poi ho capito che chi non c’entrava nulla era proprio il Signore. Ti chiedo di ascoltarmi, di guardare le foto di mio figlio, perché vorrei che lui riposasse in pace e io pure.

Maria Ciuffi


Come scrivere a Papa Francesco
Per tutti coloro che volessero scrivere al Pontefice, l’indirizzo postale di Papa Francesco:
Sua Santità Francesco, Casa Santa Marta, 00120 Città del Vaticano

Papa Francesco non possiede un indirizzo email pubblico, pertanto se si desidera scrivergli é necessario farlo via posta tradizionale all’indirizzo sopra riportato.

SINTESI DELLA STORIA DI MARCELLO LONZI

l'11 luglio del 2003, il corpo di Marcello Lonzi, 29 anni, arrestato per tentato furto con condanna a 9 mesi, ne mancavano quattro al fine pena, viene ritrovato nel carcere delle Sughere di Livorno riverso sul pavimento tra la cella numero 21 e il corridoio con la testa che ostruisce la chiusura della porta. 

Il cadavere presenta diverse ferite al torace, al volto e alla fronte. 

Dall’esame autoptico emerge che la causa del decesso del ragazzo sia avvenuta tra le 19,50 e le 20,14. Secondo i medici la causa del decesso è stato un infarto per aritmia: “cause naturali”. 

Le ferite riportate vengono imputate alla conseguenza della caduta e dei tentativi di rianimazione. 

Il caso viene archiviato nel 2004, ma nel 2006, Maria Ciuffi denuncia il pm di Livorno Roberto Pennisi (magistrato di turno la notte del decesso) che ha chiesto l'archiviazione, il medico legale Luciano Bassi (che eseguì l’autopsia) e un agente di polizia penitenziaria.

Dalla riapertura delle indagini e relativa riesumazione emerge da parte della Procura di Genova che sul corpo di Lonzi, vengono riscontrate alcune “anomalie” rispetto alla prima autopsia.  

Si evidenziano:tracce ematiche sulla schiena, invece di due costole rotte come riportato nel 2003, ne vengono trovate otto.

A fine gennaio 2010, è stata resa nota anche la terza perizia ordinata dal pm Antonio Giaconi, dove secondo i medici legali dell'Università di Siena Floriana Monciotti e Laura Vannuccini, Lonzi è morto stroncato da un attacco cardiaco provocato probabilmente dalla malattia di cui soffriva: ipertrofia ventricolare sinistra e aritmia maligna e coronoropatia.

Nel 2013 Maria Ciuffi presenta nuova querela sull’operato dei medici e relative perizie, ipotizzando reati di falso e false informazioni, depositando un parere pro-veritate redatto del prof. Bellocchio specialista legale. Università Sacro cuore di Roma.

2014 il Gip Beatrice Dani, riapre le indagini e ordina al pm di effettuare nuove indagini su orari, causa di morte, operato dei medici. 


Ora siamo in attesa del deposito delle nuove perizie, entro dicembre il caso rischia di chiudersi con un’altra archiviazione

Nessun commento:

Si è verificato un errore nel gadget