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sabato 30 novembre 2013

Giustizia: Rita Bernardini (Radicali); sui Referendum un'occasione sprecata

Notizie Radicali, 30 novembre 2013

"Una occasione sprecata. Perché sicuramente, se fossimo stati ascoltati, se vivessimo in uno Stato di diritto, quello che si è verificato con il controllo delle firme non sarebbe il responso che ci è stato dato oggi".
Lo ha detto la segretaria di Radicali Italiani, Rita Bernardini, intervistata in diretta a Radio Radicale sulle notizie per cui non sarebbe stato raggiunto il quorum delle 500 mila firme per i referendum sulla giustizia.
Bernardini ha ricordato che "tutto è giocato sul filo", e che "abbiamo tutta la documentazione di decine di pacchi di firme arrivati in ritardo alla Cassazione per ritardi non nostri, ma delle società di spedizione, o addirittura degli stessi Comuni. Ancora in questi giorni arrivano le firme dalle segreterie comunali, per esempio...".

"Lo voglio dire da Radio Radicale: il fatto che sia Corrado Carnevale presidente dell'Ufficio centrale sul referendum è per me una garanzia. Conosco lo scrupolo dell'uomo", ha detto la Bernardini.
Ma, ha aggiunto, "ovviamente c'è il rammarico politico. Da una parte dobbiamo constatare l'atteggiamento della sinistra nei confronti dei referendum, tanto che in alcune feste de L'Unità i nostri militanti sono stati persino allontanati mentre tentavano di raccogliere le firme, e raccoglievano le firme su tutti i quesiti, anche su immigrazione e droga, che teoricamente dovrebbero essere temi cari alla sinistra. Vorrei poi ricordare le dichiarazioni di Renzi, che disse che le riforme, e in particolare quella della giustizia le doveva fare il Parlamento e non si fanno per referendum":
"Dall'altra parte la riflessione da fare sul centrodestra. Intanto per la firma tardiva di Berlusconi, che ha sottoscritto i 12 Referendum solo i primi giorni di settembre. Sappiamo tutti che quel momento di pubblicità ha fatto affluire molti cittadini ai tavoli. Ma sappiamo che nel Pdl c'è stato chi ha remato contro, qualcuno non ha raccolto affatto le firme, soprattutto nel nord Italia. Risposte seppure non vicine alle promesse che erano state fatte sono arrivate molto significative da Puglia, Campania e Calabria. E pensare che c'era chi, come Brunetta, diceva "siamo noi che stiamo raccogliendo le firme", e prometteva che sarebbero state oltre i 5 milioni".
Certo, il gran numero di firme che ci è stato consegnato dal Pdl, comunque insufficiente, risentiva anche della scarsa capacità di questo movimento a raccogliere le firme secondo quanto prevede la legge", ha concluso la segretaria di Radicali Italiani.

Cicchitto: se falliti referendum riforma in parlamento

"Se non sono state raccolte firme sufficienti" per i quesiti referendari dei Radicali sulla giustizia, "allora si ripropone l'esigenza di lavorare in Parlamento per la riforma della giustizia, dalla separazione della carriera, al ridimensionamento della custodia cautelare, alla responsabilità civile dei giudici, ad altri temi. Da questo punto di vista l'intervista del presidente Speranza esprime una consapevolezza sulla gravità della situazione. Evidentemente sui contenuti la questione è del tutto aperta". Lo sottolinea il deputato del Nuovo Centro Destra Fabrizio Cicchitto, presidente della Commissione Esteri.

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