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giovedì 14 marzo 2013

RITA BERNARDINI: DA DOMANI SARO’ ANCORA PIU’ AGGUERRITA SU TEMA CARCERI E GIUSTIZIA


Di Carlotta Sabatino, Clandestinoweb 
Nel suo ultimo giorno da deputata l’On. dei Radicali Rita Bernardini ha rilasciato un’intervista alla redazione di Clandestinoweb in cui spiega come porterà avanti le sue battaglie quando non sarà più in Parlamento e dare un’ultima fotografia delle carceri italiane dopo le visite negli istituti siciliani, calabresi e a Roma a Rebibbia.
In questi giorni ha svolto le ultime visite nelle carceri da parlamentare, in Calabria, Sicilia e a Roma Rebibbia dove era in compagnia di Marco Pannella. Com’è la situazione?
 Purtroppo quando si parla di  carceri italiane bisogna fare una classifica con una gradazione al peggio o al meno peggio.  Ossia andiamo a classificare dove i diritti umani sono violati in maniera maggiore o minore. Ma sempre violati vengono. Nonostante la dedizione e la buona volontà  del personale delle carceri ad iniziare dai direttori.
Nelle ultime carceri che abbiamo visitato, come nella maggioranza d’Italia c’è il problema del sovraffollamento. Ma al sud Italia ed in Sicilia in particolar modo c’è la problematica dei detenuti sfollati dalle carceri del Nord Italia. Questa è una violazione gravissima dei diritti, perché i detenuti vengono allontanati in modo sostanzioso dalle loro famiglie, che a volte non vedono per anni. Tra le altre cose questa è una cosa vietata dall’Ordinamento Penitenziario.
La cosiddetta “Carta dei diritti e doveri dei detenuti” di cui il Ministro Severino ha parlato un po’ di tempo fa non esiste ancora. Nelle carceri non la hanno, al loro ingresso in istituto i detenuti non ricevono proprio nulla. Anche perché se fossero a conoscenza dei loro diritti, insorgerebbero senza dubbio, perché vengono violati.
Ad esempio a Rebibbia abbiamo trovato un giovane romeno condannato a sei mesi, che era da una settimana nel reparto nuovo giunti, senza un centesimo per telefonare e senza la possibilità di chiamare un avvocato.
Forse nel penitenziario di Augusta in Sicilia, essendo proprio una casa di detenzione, si sta un po’ meglio, i detenuti hanno un lavoro e si tengono occupati.
 Lei non è stata rieletta nell’ultima tornata elettorale, come continuerà il suo impegno non essendo più parlamentare?
Continuerò a fare e farò più di prima. Sicuramente dovrò superare più ostacoli ma assolutamente non mi fermerò. Il mio impegno sulla giustizia e sulle carceri continuerà indefesso. Come ha già accennato Marco Pannella vogliamo lanciare l’associazione “Amnistia, Giustizia e Libertà” a cui ci si può iscrivere con 10 euro all’anno e in cui speriamo di raccogliere tutti i detenuti, le loro famiglie, i lavoratori del sistema carcerario, ma anche cittadini. Speriamo di avere tutte le persone che hanno votato la lista alle ultime elezioni.
Un’altra delle sue battaglie è quella sull’uso terapeutico della marijuana, questa la continuerà?
Assolutamente ho intenzione di continuare a lottare con azioni di disobbedienza civile, ad esempio.

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