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domenica 3 marzo 2013

Ricorsi alla Corte Europea dei diritti dell'uomo

Legalità e diritto: Ricorsi alla Corte Europea dei diritti dell'uomo
Lo scorso 8 gennaio la Corte Europea dei diritti dell'uomo ha nuovamente condannato l'Italia per le condizioni inumane delle sue carceri. La Corte ha emesso una "sentenza pilota" che ha ingiunto al nostro paese di risarcire, con 100mila euro per danni morali, 7 detenuti (delle carceri di Piacenza e Busto Arstizio) che avevano fatto ricorso a Strasburgo per il trattamento inumano e degradante subito durante la detenzione.
Anche in questo caso l'impegno Radicale per la giustizia e la legalità è in prima linea: tre dei casi al centro della sentenza di Strasburgo infatti, sono stati seguiti dai legali del Comitato Radicale per la Giustizia "Pietro Calamandrei", tra i quali Giuseppe Rossodivita e Flavia Urciuoli. Non si tratta della prima condanna per il nostro Paese, già nel 2009 la Corte di Strasburgo aveva condannato l'Italia per il caso di Izet Sulejmanovic -detenuto in una cella di 3metri quadrati quando gli standard internazionali ne prevedono almeno 7- seguito dall'avvocato Niccolò Paoletti.
La battaglia radicale per la legalità, per la riforma della giustizia e per la tutela della democrazia dunque continua ad esprimersi attraverso tutti gli strumenti del diritto: dalla presentazione alla Corte dei Diritti dell'uomo di questi "casi tipo", ai ricorsi internazionali riguardanti la violazione del principio di stabilità del diritto elettorale; dalla compilazione di dossier per il Comitato dei Ministri, alle interpellanze all'Osce. Per continuare la nostra lotta nonviolenta abbiamo voluto essere presenti per il cittadino alla prossima tornata elettorale, nonostante si stia svolgendo come una partita truccata. La lista "Amnistia Giustizia Libertà" rivendica il diritto di ogni cittadino, sancito dalla Costituzione, di ottenere giustizia, in uno Stato, quello italiano, considerato criminale abituale dalle corti internazionali.
Dopo le numerose rischieste che abbiamo ricevuto, in questa pagina, mettiamo a disposizione di tutti coloro che si sentono vittime della (in)giustizia italiana tutta la documentazione necessaria per presentare istanza al Magistrato di sorveglianza oppure ricorso presso la Corte Europea dei Diritti dell'uomo.
La lotta per la giustizia
La decisione dei giudici di Strasburgo va oltre i singoli casi esaminati. Emettendo una "sentenza pilota" in sostanza la Corte ha riconosciuto che nelle carceri italiane c’è ormai un problema strutturale di sovraffollamento e chiede alle autorità italiane di mettere in campo, entro un anno, soluzioni adeguate per invertire la tendenza e garantire che le violazioni non si ripetano. In quest’arco di tempo la trattazione delle cause resterà sospesa. Poi - avverte Strasburgo - scatteranno procedure analoghe a quella dell'8 gennaio. Un impegno, quindi, anche per il governo e il parlamento che usciranno dalle prossime elezioni, nonostante nella campagna elettorale in corso solo la Lista "Amnistia Giustizia Libertà", promossa dai Radicali, si sia fatta carico di questo impegno politico e umano.
Che l’Italia sia fuori dagli standard europei lo dicono i numeri. A fronte di 45 mila posti regolamentari, si contano più di 69mila detenuti, il 40% dei quali in attesa di giudizio. I 9 milioni di cause penali e civili pendenti che intasano i tribunali del nostro paese sono il debito di giustizia che lo stato italiano ha nei confronti dei suoi cittadini. Debito che con le sentenze di risarcimento che l'Europa ci ha ingiunto di onorare, si traduce in termini economici: non solo il cittadino paga per un sistema giustizia che non funziona, ma viene anche multato per l'illegalità di questo sistema. Per non parlare dei danni che ne riceve l'intera economia del nostro Paese... (Approfondisci su giustizia ed economia»)
Abbiamo riconosciuto la riforma della giustizia come un provvedimento preliminare a tutte le altre radicali riforme che l'Italia necessita per ripartire. Ma perchè questa possa avere davvero efficacia, crediamo che lo strumento più immediato per realizzarla sia l'Amnistia. (Approfondisci sull'amnistia») 
Sono state molte le iniziative Radicali, con Marco Pannella, Rita Bernardini e Irene Testa, volte a sensibilizzare, informare e denunciare la situazione sempre più grave delle carceri italiane, con le iniziative di Ferragosto in carcere, numerose e varie iniziative nonviolente, e numerosi sit-in, visite e mobilitazioni in tutta Italia. Numerose anche le attività istituzionali della deputata Radicale Rita Bernardini, che con interrogazioni, mozioni ed altre attività ha sempre sensibilizzato le istituzioni su questo tema.  
La questione della legalità in Italia non deve essere trattata per compartimenti stagni: coinvolge ogni ambito. A poche settimane dal voto per le elezioni politiche e regionali l’intero procedimento elettorale è connotato dall’assenza delle condizioni minime di democraticità, con la violazione sistematica delle leggi poste a garanzia della regolarità del processo elettorale.
La violazione della legalità italiana e internazionale ha determinato il mancato rispetto del principio di stabilità del diritto elettorale, del suffragio universale, eguale e libero, della parità di condizioni tra le forze politiche nella competizione elettorale, della non discriminazione nell'accesso ai media da parte dei candidati.

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