L'Associazione Il Detenuto Ignoto nasce con l'intento di affermare e promuovere i diritti dei cittadini detenuti, in attuazione di quanto disposto dall'articolo 27 della Costituzione italiana. Il Detenuto Ignoto in questi anni è stata animatrice di importanti iniziative, attraverso lo studio delle realtà e delle politiche del sistema penitenziario italiano, la consulenza e la produzione legislativa, il coordinamento di comitati, l'organizzazione di seminari, convegni, eventi e manifestazioni.

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martedì 8 gennaio 2013

CARCERI. TESTA/GERARDI, IMBARAZZANTE MUTISMO DELLE FORZE POLITICHE SULLA QUESTIONE GIUSTIZIA



Dichiarazione di Irene Testa e  Alessandro Gerardi, rispettivamente segretario e membro dell’associazione Il Detenuto Ignoto
 
 
L’ennesima condanna dell’Italia di fronte della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo ha riconosciuto ciò che come radicali andiamo sostenendo da anni ossia che la “questione penitenziaria” ha ormai assunto nel nostro Paese una intollerabile configurazione strutturale, tale da rendere improcrastinabili interventi non più caratterizzati da risposte di natura episodica o – peggio – “emozionale”, ma ispirati da una visione di sistema e dalla percezione chiara delle criticità che è necessario affrontare. Se poi si vanno a leggere anche le frequenti condanne dell’amministrazione penitenziaria davanti al giudice interno in alcuni recenti leading cases, ci si può agevolmente rendere conto di quanto l’attuale situazione di sfascio e di totale illegalità del nostro sistema giudiziario sia il frutto del sommarsi di vari fattori, soprattutto di carattere organizzativo, strutturale e normativo, che hanno operato in una sorta di “sinergia perversa”. A fronte di questa vera e propria “emergenza nazionale”, il Presidente della Repubblica continua a volgere la testa dall’altra parte, mentre i partiti e gli schieramenti politici sono capaci solo di fare appello alla pelosa quanto inconcludente retorica sul sovraffollamento carcerario, salvo poi arrendersi al populismo delle manette al primo crimine efferato che la stampa getta in pasto all’opinione pubblica. In questo scenario desolante l’unica forza politica che ha saputo fare della “questione giustizia” il punto dirimente della propria campagna elettorale è rappresentata dalla Lista di scopo “Amnistia, Giustizia e Libertà” promossa dai radicali; per il resto, su tutti questi temi, visto l’andamento delle prime settimane di campagna elettorale, non possiamo far altro che registrare l’imbarazzante silenzio degli schieramenti politici tradizionali, oltre ad un non meno clamoroso mutismo delle “nuove” formazioni politiche, a partire dal Movimento 5 Stelle.

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