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mercoledì 26 dicembre 2012

MONTI: TESTA/GERARDI. LA SUA AGENDA NULLA DICE SULLE RIFORME DELLA GIUSTIZIA E DELLE CARCERI



Dichiarazione di Irene Testa e Alessandro Gerardi, rispettivamente segretario e membro dell’Associazione radicale Il Detenuto Ignoto    E’ incredibile, ma l’agenda di Mario Monti nulla dice sui temi relativi alla giustizia e alle carceri. E' un vuoto preoccupante che riguarda quella che per noi radicali continua ad essere la più grande questione istituzionale, sociale e politica del Paese, determinata dalla non-amministrazione della giustizia e dalla disastrosa situazione delle carceri, fatti per cui lo stato italiano è stato condannato dalla giustizia europea, sin dal 1980 e ripetutamente, per violazione di diritti umani fondamentali. Non si tratta solo della condizione delle carceri nelle quali 67.000 detenuti sono ammassati in celle che potrebbero ospitarne al massimo 42.000, si tratta anche e soprattutto della vita di almeno 18 milioni di cittadini italiani e delle loro famiglie che sono parti in causa negli attuali 9 milioni e mezzo di processi civili e penali pendenti, molti dei quali destinati a risolversi per prescrizione (come è accaduto a circa due milione di processi penali negli ultimi dieci anni). Del resto per dare un’idea della bancarotta in cui versa la giustizia in Italia basta citare un noto rapporto del Consiglio d'Europa di qualche anno fa, dal quale emerge che circa il 30% della popolazione italiana è in attesa di una decisione giudiziaria. Un’agenda di governo incapace di affrontare tutti questi problemi non può essere in alcun modo credibile; anche per questo alle prossime elezioni sarà decisivo il sostegno e il voto alle costituende liste radicali su “Amnistia, Giustizia e Libertà”.

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