L'Associazione Il Detenuto Ignoto nasce con l'intento di affermare e promuovere i diritti dei cittadini detenuti, in attuazione di quanto disposto dall'articolo 27 della Costituzione italiana. Il Detenuto Ignoto in questi anni è stata animatrice di importanti iniziative, attraverso lo studio delle realtà e delle politiche del sistema penitenziario italiano, la consulenza e la produzione legislativa, il coordinamento di comitati, l'organizzazione di seminari, convegni, eventi e manifestazioni.

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sabato 6 ottobre 2012

Belluno: detenuto s’impicca nel bagno della cella, la notizia trapela solo dopo 4 giorni

OSSERVATORIO PERMANENTE SULLE MORTI IN CARCERE
Radicali Italiani, Associazione “Il Detenuto Ignoto”, Associazione “Antigone”
Associazione A “Buon Diritto”, Redazione “Radiocarcere”, Redazione “Ristretti Orizzonti”
 
Belluno: detenuto s’impicca nel bagno della cella, la notizia trapela solo dopo 4 giorni
Dopo poche ore anche il compagno di cella tenta il suicidio, ma gli agenti lo salvano
Da inizio anno sono “morti di carcere” 123 detenuti (44 per suicidio) e 8 poliziotti penitenziari
 
IL TRAGICO BILANCIO DEL 2012
 
44 suicidi, 29 morti per “cause da accertare”, 1 per sciopero della fame, 1 ucciso dal compagno di cella, 2 stroncati da overdose di farmaci e droghe, altri 46 deceduti per “cause naturali”: in totale 123 detenuti hanno perso la vita nelle carceri italiane da inizio anno.
Età media, 38 anni. 5 le donne (di cui 4 suicide), 38 in totale gli stranieri. Ma le vittime si contano anche tra le fila del Polizia Penitenziaria: 8 poliziotti si sono uccisi e un altro, Stefano Paba, 41 anni, è morto mercoledì scorso asfissiato dal fumo nella caserma del carcere di Biella.
 
UNA CORTINA DI SILENZIO…soprattutto quando muoiono detenuti stranieri
 
È successo martedì scorso, ma ci sono voluti quattro giorni perché qualcosa trapelasse dalla cortina di silenzio che purtroppo a volte cela ciò che accade all’interno delle carceri italiane.
La vittima è un giovane tunisino (di cui ancora non sappiamo il nome), trasferito di recente a Belluno da un altro carcere. Il detenuto avrebbe approfittato dell’assenza dei compagni per compiere il gesto estremo. L’hanno trovato nel primo pomeriggio, al rientro in cella: per togliersi la vita ha usato la cintura dell’accappatoio fissata ad una grata del bagno. Quando è scattato l’allarme, oramai, non c’era più nulla da fare. Il medico del carcere, intervenuto tempestivamente, non ha potuto far altro che constatare il decesso.
Nella notte successiva al suicidio, un altro maghrebino ha cercato di farla finita, sempre nella stessa cella e con le stesse modalità del tunisino. In questo caso, però, gli agenti di polizia penitenziaria si sono accorti delle intenzioni suicide del detenuto e sono riusciti ad intervenire, sventando il gesto estremo.
 
IN 12 ANNI OLTRE 2000 VITTIME
 
Dal gennaio 2000 ad oggi sono 2.056 i “morti di carcere”, di cui 736 per suicidio, 12 vittime di omicidi, 30 per overdose. In oltre 1.500 casi la magistratura ha aperto fascicoli per accertare la realtà dei fatti e le indagini nella stragrande maggioranza dei casi attribuiscono le morti a “cause naturali”, oppure a “suicidio”. Ma alcuni procedimenti sono ancora in corso, come quello sulla morte di Marco Erittu, nel carcere di Sassari (2007). Dapprima fu archiviata come “suicidio”, finché altro detenuto si autoaccusò di averlo ucciso “su commissione”, con la complicità di alcuni agenti di polizia penitenziaria, perché non svelasse segreti della “anonima sequestri sarda”.
 

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