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lunedì 24 settembre 2012

Testa/Gerardi:non si utilizzi caso sallusti per concedere a giornalisti licenza di calunniare e diffamare

NON SI UTILIZZI IL CASO SALLUSTI PER CONCEDERE AI GIORNALISTI LICENZA DI CALUNNIARE E DIFFAMARE.

Dichiarazione di Irene Testa, segretario dell’Associazione Il Detenuto Ignoto, e di Alessandro Gerardi, membro del Comitato Nazionale di Radicali Italiani.

Il caso Sallusti non sia il pretesto per modificare il nostro ordinamento giuridico concedendo ai giornalisti licenza di diffamare a mezzo stampa. Già oggi, come emerge dal libro dell’avvocato Giuseppe Micheletta intitolato “Italia: il calvario dei diffamati”, la tutela della personalità individuale di chi viene diffamato sui mezzi di comunicazione è confinata ad episodi sporadici, puramente marginali, così rari che non fanno testo. In genere, se e quando arriva, la condanna dell’autore della diffamazione interviene a distanza di anni, quando dal punto di vista della comunicazione è perfettamente inutile, senza considerare che le norme che impongono il rito direttissimo per questo tipo di reato, nonché il dovere di rettifica, sono sempre state sistematicamente calpestate dalla giurisprudenza e dai grandi gruppi editoriali. Si riparta quindi dal caso Sallusti per ridare effettività, prontezza ed efficacia alla tutela di beni di rango costituzionale quali l’onore e la reputazione, delineando una disciplina normativa in grado di garantire un equilibrio tra l’esigenza della libertà di manifestazione del pensiero e di stampa e quella, non meno inderogabile, di reprimere gli abusi. Da questo punto di vista le proposte dell’Italia dei Valori e di tutti coloro che in queste ore si limitano a dire “niente galera per i reati di opinione”, non contengono certo una tutela efficace dei diritti dell’individuo e della società, i quali sempre più spesso vengono violati da condotte che per la gravità delle loro conseguenze richiederebbero una risposta repentina e certa da parte dell’ordinamento.

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