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mercoledì 13 giugno 2012

L'insostenibile leggerezza della «prepotente urgenza»


13-06-2012
Le parole sono per i pensieri quel che è l'oro per i diamanti:
necessario per metterli in opera, ma ce ne vuol poco.
Voltaire, Le sottisier, 1880 (postumo)
Aggiungerei di mio, che le parole sono inoltre per i fatti un preambolo imprescindibile,
a patto che poi vengano tradotte in ATTI CONCRETI.

La mia perplessità, classica del bambino che indica le nudità del re, risiede nel fatto che nel 2005 ci fu una grande mobilitazione anche e per l'insostenibile situazione di sovraffollamento carcerario, marcia con la quale si chiedeva in sostanza amnistia ed indulto.

Chi partecipò a quella marcia ed a quegli obiettivi, ben a ragione oggi dovrebbe ancor di più sostenere a gran voce la proposta radicale di amnistia per la Repubblica, perchè la situazione nei sette anni successivi è letteralmente e drammaticamente peggiorata, a fronte dei 60.000 detenuti di allora, oggi ne contiamo oltre 67.000 anche grazie al fatto che l'amnistia NON fu concessa, (come sappiamo l'indulto non estingue il reato) mentre invece sono state varate leggi criminogene ed è salito vertiginosamente il ricorso alla custodia cautelare, portanto il nostro paese ad un tasso mostruoso del 43,8 % rispetto al 30% del 2005.

Il tutto è accaduto paradossalmente mentre il tasso di criminalità in Italia subiva una diminuzione rispetto all'ultima rilevazione statistica di ben il 38% (anche se i continui messaggi radioelevisivi hanno indotto una percezione differente negli italiani).

Ho raccolto per mia curiosità dopo ricerca sulla rete, le dichiarazioni e gli appelli del Presidente Napolitano sul tema carcere e sovraffollamento nel corso degli anni,

Le fonti utilizzate sono state: Radioradicale, Centro di Ascolto per l'informazione radiotelevisiva ed i siti :Clandestinoweb e Blitz quotidiano.

Ma ho voluto e voglio partire innanzitutto con l'intervista rilasciata a RadioRadicale, durante la marcia di Natale del 2005 alla quale l'allora Senatore a vita e non ancora presidente Giorgio Napolitano partecipò trascrivendo le sue stesse parole:

«Non avrei potuto usare l’argomento che non ho mai fatto marce in vita mia. Per la verità l’ho fatte in un’età più giovane. Questa volta valeva la pena essere presenti e di aderire a questa sollecitazione largamente condivisa che corrisponde ad una necessità indiscutibile».
«Io non penso che sia un problema di carattere tecnico, penso che sia un problema di volontà politica. Se c’è volontà politica si entra nel merito e si trova una soluzione sul tipo e sull’estensione del provvedimento di clemenza, se invece prevalgono le pregiudiziali, prevalgono i timori non ben chiari, allora non parte il processo»

Perchè oggi è ancor di più indispensabile un ampia amnistia: confrontiamo i dati più significativi 2005-2012

Nel 2005 il numero dei detenuti era quindi di 60.000 unità oggi superiamo i 66.000
Nel 2005 il numero dei detenuti in attesa di giudizio era del 30%, oggi superiamo il 43,8%
Nel 2005 la sanità carceraria dipendeva dal Sistema Sanitario Penitenziario nel 2008 è passata al Servizio Sanitario Nazionale portando come da stesse dichiarazioni del personale addetto innumerevoli mancanze di tutela e salvaguardia della salute dei detenuti,
Dal 2005 ad oggi migliaia di reati e processi andati in fumo grazie alla «Prescrizione»(ovvero amnistia mascherata e di classe), abbiamo ricevuto continue condanne e richiami dalla Corte Europea per la lunghezza dei nostri processi e per la violazione dei diritti umani, la situazione economica è peggiorata, ed il ripristino dello stato di Legalità (velocizzando i processi) porterebbe ad un punto di PIL in più come dalla stessa relazione Severino.
Una recente denuncia della Uil svela la crisi che attraversa lo stesso dipartimento dell'amministrazione penitenziaria: "Il Dap - dicono i sindacati - è sull'orlo del fallimento con un debito di 150 milioni che mette a rischio l'acquisto del vitto per i detenuti. E che costringe direttori e provveditori a mediare con i creditori per garantire l'erogazione di acqua, luce e riscaldamento".
Dal 2005 ad oggi abbiamo continuato a pagare migliaia di soldi pubblici per risarcimenti per ingiusta detenzione, (dopo aver rovinato la vita a migliaia di cittadini)
Solo nel 2011 c'è stato un esborso pubblico di 46 milioni di euro.

Queste le dichiarazioni di Napolitano trovate in rete:

08 giugno 2006 Napolitano - "Per le carceri soluzioni concrete". Lo ha detto il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano intervenendo al plenum straordinario del Consiglio superiore della magistratura
La cosi' critica situazione carceraria richiede l'avvio di soluzioni concrete e praticabili''.

1 agosto 2006 Roma - firmato l'Indulto un provvedimento che «serve a lenire una condizione intollerabile di sovraffollamento e degrado delle carceri». Infine l' invito a intervenire «decisamente» non solo a valle ma anche a monte del problema, con riforme «organiche» che riducano «l' eccessiva durata dei processi» e rivedano il sistema delle pene.

8 maggio 2007 Roma - Napolitano a Rebibbia "L'indulto era necessario". Il Presidente ha parlato della situazione carceraria, rivendicando la bontà del provvedimento di indulto varato circa un anno fa. "E' stato un passo eccezionale ma necessario per rendere più vivibili e degne le carceri italiane". Una convinzione rafforzata con i dati: "Sono appena il 12 per cento gli ex detenuti che hanno beneficiato dell'indulto e che sono rientrati in carcere".
Poi il capo dello Stato, pensando anche alla critica situazione degli istituti carcerari, ha chiesto che "la pena detentiva sia riservata a chi commette crimini che destano maggior allarme". Un modo chiaro per porre l'accento sulle misure alternative che Napolitano auspica "più credibili ed efficaci ai fini del recupero del condannato".

15 ottobre 2008 Napolitano - «Carceri affollate, prezioso il lavoro della Polizia penitenziaria»
Il Presidente della Repubblica Giorgio Napoletano ha salutato con un messaggio di stima e gratitudine il lavoro della Polizia penitenziaria, in occasione del 191° anniversario di fondazione del Corpo. Un compito complesso, ha sottolineato il Capo dello Stato, reso ancor più difficile «dall'incremento della popolazione penitenziaria e dalla presenza in essa di detenuti, di etnie e di culture diverse, con i quali siete chiamati a confrontarvi quotidianamente»

17 giugno 2009 Carceri, Napolitano - «Il problema è il sovraffollamento"
«Il contesto particolarmente complesso della gestione carceraria è reso ancor più problematico dal fenomeno del sovraffollamento". E' quanto sottolinea il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, nel messaggio indirizzato al Corpo di Polizia Penitenziaria»

18 maggio 2010 Roma - Sono "ineludibili" gli interventi che consentano di superare le criticità del sistema carcerario. Lo scrive il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, in un messaggio inviato al Capo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, Franco Ionta.

1 gennaio 2012 Carceri, due suicidi nella notte di Capodanno, Napolitano: Emergenza è al limite del vivere civile.
Anche il Capo dello Stato, nel suo discorso di fine anno in diretta dal Quirininale ha voluto tornare sull'emergenza carceri, uno dei "limiti del nostro vivere civile"

23 giugno 2011 - Il capo dello Stato, ha ripercorso in un lungo passaggio alcune delle ''lungimiranti'' battaglie del leader Radicale Marco Pannella, dall'aborto, al divorzio, al pluralismo dell'informazione. Per poi affermare:
''Credo che l'Italia ti debba il giusto riconoscimento per la determinazione con la quale le hai intraprese per sollecitare una piena affermazione e tutela delle liberta' civili e dei diritti''.

28 luglio 2011 - Carceri, Napolitano: "Tema di prepotente urgenza"''La questione del sovraffollamento nelle carceri è un tema di prepotente urgenza sul piano costituzionale e civile''.Di qui una realtà che ci umilia in Europa e ci allarma, per la sofferenza quotidiana - fino all'impulso a togliersi la vita - di migliaia di esseri umani chiusi in carceri che definire sovraffollate è quasi un eufemismo-E' una realtà non giustificabile in nome della sicurezza, che ne viene più insidiata che garantita .Lo afferma il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, intervenendo al convegno organizzato da Marco Pannella e dai Radicali sul tema delle carceri, che si svolge a Palazzo Giustiniani.

14 agosto 2011 Roma - Quirinale, il parlamento intervenga in tempi rapidi
' Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha voluto in una telefonata a Marco Pannella esprimere la sua vicinanza e il suo apprezzamento al leader radicale e a tutti i partecipanti alla giornata di mobilitazione sul tema del sovraffollamento delle carceri e dei diritti umani dei detenuti."Questo straordinario impegno – si legge in un comunicato del Quirinale – e' valso a richiamare l'attenzione dell'opinione pubblica, pur dominata in queste settimane dai problemi della crisi finanziaria, su drammatiche questioni come quelle sollevate anche dal Presidente della Repubblica in occasione del recente convegno sulla giustizia e a sollecitare un intervento del Parlamento in tempi ravvicinati''.

24 novembre 2011 - Napolitano: "Condizione carceri distante dalla Costituzione"
«La condizione carceraria ''troppo spesso appare distante dal dettato costituzionale sulla funzione rieducativa della pena e sul rispetto dei diritti e della dignita' delle persone''. Così Giorgio Napolitano, ribadisce l'allarme sulla condizione dei penitenziari in un messaggio alle associazioni di volontariato penitenziario (Seac)»

1 ottobre 2011 Nisida, Napoli - Il Capo dello Stato ha incontrato i reclusi del carcere minorile di Nisida. Alcuni di loro hanno invocato l’amnistia. «Ce ne sono state 24 dal 1945, ha risposto. Per farne un’altra ci vuole un accordo politico che allo stato non c’è, non so se si creereanno le condizionì. Il sovraffollamento delle carceri - ha aggiunto - è una vergogna per l’Italia: non sono degne di esseri umani».

18 maggio 2012 - Giorgio Napolitano si lamenta per “l’insostenibile” situazione delle carceri italiane."L'attenzione che parlamento e governo pongono ai problemi del carcere induce a confidare che il punto critico insostenibile cui essi sono giunti possa essere superato anche attraverso l'adozione di nuove e coraggiose soluzioni strutturali e gestionali che coinvolgano tutti gli operatori del settore e in particolare la Polizia Penitenziaria"
il presidente del Senato Renato Schifani assicura che “presto ci sarà una sessione straordinaria” sul tema a Palazzo Madama.

Queste le dichiarazioni varie, in ordine cronologico di un Presidente che a mio avviso dovrebbe oggi PRETENDERE da QUESTO governo voluto da lui stesso, la soluzione al problema Giustizia e Carcere, e non misure tampone che già si sono rivelate inefficaci, come lo svuotacarceri, salvacarceri, e via dicendo spot di propaganda ma ad impatto soluzione ZERO.
La volontà politica si trova, come la si è trovata per imporre manovre economiche di poco consenso, ma «utili al Paese» (?) NON ci è permesso neanche legalmente come ci dice la stessa Corte Europea, nascondere le nostre responsabilità dalle difficoltà o dalla «politica irrimediabilmente divisa».

La realtà è nell'ammissione della stessa Severino: "Le innegabili difficoltà - dice a Montecitorio - non possono costituire un alibi né per il Ministro della Giustizia né per tutte le altre istituzioni interessate". Sono ormai migliaia le voci di persone autorevoli, che VIVONO il carcere, dai direttori di penitenziario agli psicologi alle associazioni di volontariato, alle camere penali ed a famosi giuristi che a gran voce aderiscono alla proposta di amnistia per la Repubblica. Allora se le «innegabili difficoltà non possono costituire un alibi, come e quando si sarà interessati del Crimine che come Stato si sta commettendo e perpetrando sulla pelle di migliaia di cittadini, in palese violazione delle norme e dello stesso Stato di Diritto?

E ancora se come sosteneva (a ragione) H. de Montherlant "La falsa indignazione è la più ripugnante forma d'ipocrisia"quando si accompagnerà questa «indignazione» fine a se stessa a proposte ed atti concreti e risolutivi? E mi domando: Si può ancora definire «emergenza» una situazione che invece è divenuta cronica, senza che vengano poste in essere le basi per una reale soluzione di questo dramma?

amnistia indulto e subito dopo riforma del sistema penale!
 (Notizie Radicali, Valeria Centorame)

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