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venerdì 4 maggio 2012

Visita Ispettiva dei radicali: A PISTOIA DETENUTI OSTAGGIO DI CONDIZIONI DRAMMATICHE E ILLEGALI

(AGENPARL) - Roma, 04 mag - "Il doppio dei detenuti rispetto alla capienza regolamentare (3 detenuti in celle di 6mq), carenza pressoché totale di attività, personale fortemente sottodimensionato, magistrato di sorveglianza assente, il tutto in una struttura fatiscente dove gli unici lavori in corso riguardano “la creazione di locali da adibire alla costituzione della banca dati del DNA”. E’ questo il quadro allarmante delle condizioni del carcere di Pistoia che emergono dall’interrogazione presentata dalla deputata radicale Rita Bernardini, a seguito della visita ispettiva effettuata lo scorso 2 maggio insieme a Marco Pannella e gli esponenti radicali Matteo Angioli e Manila Michelotti. Una situazione peggiore di quella, già illegale e drammatica, riscontrata in una precedente visita a luglio del 2011 e descritta in un’altra interrogazione rimasta senza risposta". Così in una nota Rita Bernardini dopo la visita effettuata con Marco Pannella e i radicali Matteo Angioli e Manila Michelotti. ""Se, infatti, nove mesi fa i detenuti presenti erano 117 a fronte di una capienza regolamentare di 74 posti, il 2 maggio scorso la delegazione ha trovato ben 147 ristretti, di cui 73 in attesa di giudizio. Affidati alla sorveglianza di soli 49 agenti di polizia penitenziaria effettivamente in servizio, a fronte dei 67 assegnati e di una pianta organica che ne prevedrebbe 79. Due educatori e un solo psicologo chiamati a farsi carico dell’intera popolazione detenuta, che comprensibilmente reclama una presenza maggiore, anche del magistrato di sorveglianza che in molti sostengono non aver mai visto, sebbene la legge gli imponga colloqui periodici e individuali con i carcerati e la visita alle celle per verificare le condizioni di detenzione . I radicali descrivono inoltre condizioni igienico sanitarie precarie: “persino la carta igienica viene lesinata, tanto che alcuni detenuti più indigenti, usano la carta di riviste donate dai volontari” (“proprio il 2 maggio tutti i detenuti avevano però miracolosamente ricevuto il kit mancante da mesi e consistente in alcune saponette, una bottiglia di detergente per pulire la cella e alcune spugnette”, si legge). A gravare ulteriormente su un contesto di povertà diffusa è l’aumento esorbitante del sopravvitto denunciato dai reclusi. “Se si considera che nelle condizioni sopra descritte i detenuti del carcere di Pistoia “vivono” per 21 ore al giorno e che le 3 ore d’aria le trascorrono in squallidi cortili denominati “passeggi” alcuni dei quali senza tettoia, è consequenziale comprendere come questo tipo di detenzione corrisponda ad un sequestro di persona che nulla ha a che vedere con quanto previsto dall’articolo 27 della Costituzione; il che, ad avviso dell’interrogante, provoca inevitabilmente un costante stato di frustrazione e mortificazione del personale di ogni livello professionale”, inoltre, “una buona percentuale dei detenuti incontrati si trovava a Pistoia per scontare vecchi residui pena di pochi giorni o di pochi mesi, incarcerazioni intervenute nel momento in cui i soggetti avevano ormai intrapreso un sano percorso di reinserimento sociale attraverso il lavoro” scrive Rita Bernardini chiedendo conto ai ministri della Giustizia e dell’Interno delle ragioni del peggioramento delle condizioni già disastrate del carcere di Pistoia e se intendano assumere iniziative per garantire forme alternative di esecuzione della pena per chi deve scontare un breve residuo di pena relativamente a fatti di reato commessi in epoca molto risalente nel tempo. "Le uniche note positive - commenta infine la deputata radicale - sono la grande professionalità e umanità del personale, supportato dalla forte presenza del volontariato".

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