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martedì 1 maggio 2012

Unione Camere Penali: politica accolga monito Schifani

“L’iniziativa odierna del presidente del Senato non può essere lasciata cadere, o peggio essere iscritta nel già corposo elenco delle declamazioni senza conseguenze in tema di pena, carceri e custodia cautelare”. Così l’Unione delle Camere penali italiane interviene dopo le dichiarazioni del presidente del Senato, Renato Schifani. All’offerta di una specifica sessione parlamentare, fa notare l’Ucpi, i partiti e il Governo “devono rispondere agendo tempestivamente di conseguenza ed accorpando in un’unica discussione le proposte che già da tempo sono pendenti in Parlamento. Tra queste quelle a suo tempo presentate dal cartello delle associazioni che si occupano del carcere, tra le quali l’Unione delle camere penali, inopinatamente accantonate nei giorni scorsi al momento della discussione di alcune proposte governative di fronte alla commissione Giustizia della Camera”. Per i penalisti è “necessario” che a questa iniziativa “corrisponda anche una assunzione di responsabilità da parte dell’intera classe politica e del governo, con iniziative efficaci, strutturali, sia sul sistema delle pene, sia in punto di misure alternative, sia sulla custodia cautelare”. Il tempo dei moniti senza conseguenti assunzioni di responsabilità, aggiunge l’Ucpi, è “ormai finito poiché la situazione di sostanziale illegalità, sia sul piano costituzionale sia su quello delle convenzioni internazionali, in cui versa il Paese è sotto gli occhi di tutti. Il Governo, in particolare, che più volte ha riconosciuto la drammaticità della situazione delle carceri e la sostanziale applicazione distorta della custodia cautelare - concludono le Camere penali - ha l’obbligo di formulare proposte concrete e non provvedimenti timidi, come quelli avanzati in tema di depenalizzazione, ovvero sostanzialmente inefficaci come il cosiddetto decreto svuota carceri”.

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