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venerdì 25 maggio 2012

Teramo: processo per “pestaggio” detenuto, secondo appello contro l’archiviazione


Il Centro, 24 maggio 2012

Seconda richiesta d’archiviazione per il caso Castrogno e seconda richiesta d’opposizione. A chiedere al giudice di non archiviare è l’avvocato Filippo Torretta, legale di Mario Lombardi, il detenuto che ha accusato di essere stato pestato in carcere.
Va detto che Lombardi, finito a processo con l’accusa di lesioni e resistenza ad un agente di polizia penitenziaria, è stato assolto perché il fatto non sussiste. L’uomo, che nel frattempo ha finito di scontare la pena ed è uscito dal carcere, ha sempre sostenuto di essere stato picchiato dagli agenti come atto di ritorsione proprio per la sua resistenza nei confronti di un poliziotto.
Dopo le nuove indagini disposte dal gip Marina Tommolini, il procuratore Gabriele Ferretti e il pm Irene Scordamaglia nei mesi scorsi hanno firmato la richiesta d’archiviazione dell’inchiesta aperta sul pestaggio di un recluso e sull’audio shock con la frase “un detenuto non si massacra in sezione, si massacra sotto”.
Nella richiesta, che riguarda l’ex comandante della polizia penitenziaria Giuseppe Luzi e cinque agenti, i magistrati sottolineano e rimarcano più volte l’impossibilità di poter dimostrare i fatti anche per l’omertà registrata proprio nell’ambiente carcerario. La stessa cosa aveva sottolineato il pm David Mancini (all’epoca dei fatti in servizio a Teramo e ora all’Aquila) nella prima richiesta d’archiviazione.
 Richiesta a cui si era sempre opposto Lombardi. “La frattura della costola del Lombardi”, scrive Torretta nella richiesta di opposizione, “è assolutamente compatibile, anche cronologicamente, con la denunciata aggressione subita il 22 settembre del 2009”. A questo proposito il legale fa riferimento ad una serie di valutazioni messe nero su bianco dai consulenti medici, tra cui quella della procura, che certificherebbero la compatibilità delle lesioni riportate dall’uomo con i vari riscontri effettuati di volta in volta.

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