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venerdì 25 maggio 2012

Novara: detenuto di 42 anni si strangola con il cordino della tuta legato alla branda


Ansa, 24 maggio 2012

Si è tolto la vita la scorsa notte, nella sua cella nel carcere di Novara, Calogero Costa, l’uomo di 42 anni di Borgo Ticino che lunedì aveva accoltellato il figlioletto di nove anni e poi aveva cercato di uccidersi. Costa - da quanto è trapelato - si è tolto il cordino che sostiene i pantaloni della tuta, se l’è stretto attorno al collo e poi ha legato l’altro capo alla brandina.
Si è quindi lasciato cadere per terra. Il figlio, ricoverato in ospedale dopo il ferimento, è tuttora in prognosi riservata. Il bambino ha reagito bene sia al lungo intervento chirurgico cui è stato sottoposto, sia alle altre cure. Oggi pomeriggio verrà risvegliato dal coma farmacologico che era stato indotto e i sanitari, pur sottolineando che le sue condizioni restano critiche, manifestano un cauto ottimismo. Il ferimento del bambino è avvenuto lunedì pomeriggio a Borgo Ticino.
Costa, che non aveva superato la separazione dalla moglie, era con il figlio più piccolo e, probabilmente dopo aver assunto alcol e cocaina, ha colpito più volte il bambino, al petto e all’addome. Poi ha aperto il rubinetto del gas e infine ha rivolto il coltello contro di sé. Proprio l’odore del gas ha insospettito un vicino che ha dato subito l’allarme. È stato così possibile salvare la vita del bambino. Costa aveva riportato lievi ferite, tanto da essere dimesso già poche ore dopo il fatto dall’ospedale di Borgomanero dove era stato portato inizialmente: condotto in carcere era in isolamento. Ieri pomeriggio era stato condotto all’ospedale di Novara per una breve visita e poi riportato in carcere.

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