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venerdì 25 maggio 2012

Immigrazione: Desi Bruno; i Cie sono un fallimento, puntare sui rimpatri volontari


Redattore Sociale, 24 maggio 2012

Inutile per l’identificazione e inefficace per le espulsioni, l’esperimento Cie è fallito. Dopo la visita in via Mattei e l’udienza conoscitiva in Comune, la garante regionale parla della necessità di “superare” il Cie. “Ma intanto va ridotta la tensione”
Il Cie è un esperimento fallito: inutile per l’identificazione e inefficace per l’espulsione. Lo ha detto Desi Bruno, garante regionale per i diritti dei detenuti, durante l’udienza conoscitiva in Comune sulla situazione del Centro di identificazione ed espulsione di via Mattei.
“In tempi in cui le risorse pubbliche sono sempre piu’ scarse, questa struttura appare del tutto inadeguata - ha detto Bruno - Si dovrebbe operare piuttosto con le forme di rimpatrio volontario assistito nei tempi più appropriati, destinando a questi i fondi disponibili”. L’obiettivo è dunque il “superamento” del Cie ma nel frattempo ha sottolineato la garante va ridotto il livello di tensione all’interno della struttura.
Va in questa direzione il Protocollo d’intesa approntato dalla garante e dal difensore civico con la Prefettura di Bologna per la riapertura di uno sportello di informazione giuridico-legale (era attivo fino al 2010), utile a garantire i diritti di chi è rinchiuso. Si punta ad aprirne uno anche nel Cie di Modena.
Calano le presenze. Desi Bruno ha visitato la struttura di via Mattei lo scorso martedì. A fronte di una capienza di 95 posti (50 nel settore maschile e 45 in quello femminile), erano 60 gli stranieri reclusi. Un calo progressivo delle presenze che, afferma la garante, “rafforza gli interrogativi sul significato di queste strutture nelle quali, in certi casi, con proroghe reiterate, la detenzione si protrae fino al limite massimo di 18 mesi, senza che si compia l’identificazione”.
Solo la metà di chi è passato nel Cie di Bologna nel corso del 2011 è stato effettivamente espulso. “Molte persone arrivano senza documenti e non c’è uno Stato che possa riconoscerle - continua Bruno - Ci sono poi molti ex detenuti che hanno scontato la loro pena e dovrebbero essere espulsi senza dover essere reclusi in un’altra struttura ed è alto il numero di chi non ha commesso alcun reato ma è semplicemente senza permesso di soggiorno o con permesso di soggiorno scaduto”.
Preoccupazione per il nuovo gestore. Dal primo agosto, il Cie di via Mattei sarà gestito dal Consorzio siciliano Oasi (che già gestisce il Cie di Trapani) che ha vinto una gara al massimo ribasso espletata dal ministero dell’Interno. Con la nuova gestione si passerà da 70 euro al giorno a persona a 28,5 e, sottolinea Desi Bruno, “è facile prevedere effetti molto negativi per un centro di piccole dimensioni come quello di Bologna”. La preoccupazione principale della garante è che “si vada verso la compressione o, peggio, la soppressione delle presenze di medici, mediatori culturali, psicologi, producendo un ulteriore peggioramento delle condizioni di vita di chi è rinchiuso in queste strutture”.

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