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giovedì 3 maggio 2012

Giustizia: il ministro Severino incontra il presidente della Corte europea dei diritti dell'uomo


Agi, 2 maggio 2012

Le misure adottate nel corso dell'ultima legislatura per deflazionare la domanda di giustizia in Italia, ma anche quelle che il governo ha già varato o sta per concludere con l'obiettivo di accelerare i tempi e l'efficienza del processo civile e penale.
Sono i principali punti illustrati dal ministro della Giustizia Paola Severino al presidente della Corte europea dei Diritti dell'Uomo, Nicolas Bratza, nel corso di un colloquio avuto nel pomeriggio presso la sede del dicastero di Via Arenula.
Alla domanda di Bratza su cosa l'Italia stia facendo per ridurre i tempi dei processi la cui durata è stata oggetto di numerose pronunce della Corte, il Guardasigilli ha spiegato che si è lavorato e si continua a farlo su più fronti, inclusa la possibilità di una revisione della legge Pinto sugli indennizzi per l'eccessiva durata dei processi.
"Stiamo ipotizzando di rendere più snella e più veloce la procedura della legge Pinto", ha affermato il ministro Severino, aggiungendo che in ogni caso sono stati già attuati interventi per deflazionare la domanda di giustizia. Tra essi ci sono il ricorso alla mediazione civile e commerciale, l'introduzione del contributo unificato per i procedimenti di opposizione a sanzioni amministrative, di misure per la riduzione del contenzioso in materia previdenziale e di deflazione del contenzioso seriale davanti al giudice di pace.
E ancora: il ministro Severino ha illustrato una serie di misure, anch'esse già varate, per la semplificazione della disciplina del processo civile, per l'avvio di comunicazioni telematiche in 24 uffici giudiziari e, tra l'altro, per interventi di carattere organizzativo come la creazione dei Tribunali delle imprese. L'imminente revisione della geografia giudiziaria, con l'accorpamento dei piccoli tribunali, è una delle misure su cui il Guardasigilli ha assicurato un recupero di efficienza della giustizia italiana.
Quanto alla richiesta di chiarimento del presidente della Corte europea dei Diritti dell'Uomo su come il nostro Paese stia facendo fronte al problema del sovraffollamento carcerario, il ministro Severino ha illustrato i dati del piano carceri rimodulato dal governo Monti (2.273 posti detentivi in più rispetto ai 9.300 già approvati, nonostante una riduzione di risorse di 228 milioni di euro), ma soprattutto i primi effetti del decreto legge "salva-carceri" sul cosiddetto fenomeno delle porte girevoli (circa 20mila detenuti che ogni anno transitano nelle carceri italiane per soli tre giorni) e la previsione di ulteriori benefici che potranno venire dal disegno di legge presentato dal governo per la depenalizzazione dei reati minori, la previsione di pene detentive non carcerarie, dell'istituto della messa alla prova anche per gli adulti e la sospensione del procedimento nei confronti degli irreperibili.

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