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martedì 29 maggio 2012

Carceri, Bernardini: su caso Lainà investito il Dap


“Quello alla salute è diritto inviolabile”. Sulla vicenda del detenuto, gravemente malato, la deputata radicale aveva già presentato  un’interrogazione parlamentare  
Sul caso del detenuto Luigi Lainà, che oggi ha tentato il suicidio in carcere dopo aver appreso del rinvio della decisione del tribunale di sorveglianza sulla sua richiesta di detenzione domiciliare, la deputata radicale in commissione Giustizia Rita Bernardini proprio ieri aveva investito direttamente il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria.
“Se è vero, come sembra confermare anche il direttore, che Luigi Lainà sia stato messo in isolamento dopo aver tentato di togliersi la vita, ricordo al Dap e allo stesso direttore di Regina Coeli Mauro Mariani, che il rapporto dell’OMS sulla prevenzione del suicidio nelle carceri raccomanda espressamente di non mettere in isolamento i detenuti che abbiano tentato il suicidio”, dichiara la deputata radicale, che già diverse settimane fa ha presentato un’interrogazione ai Ministri della Giustizia e della Salute, nella quale, oltre a descrivere il gravissimo quadro clinico di Luigi Lainà – che “in sei mesi ha perso più di un quarto del suo peso corporeo, passando da 50 a 36 chili” – pone l’accento sul diritto alla salute sancito dall'articolo 32 della Costituzione: “un diritto inviolabile della persona umana, insuscettibile di limitazione alcuna ed idoneo a costituire un parametro di legittimità della stessa esecuzione della pena, che non può in alcuna misura svolgersi secondo modalità idonee a pregiudicare di diritto del detenuto alla salute ed alla salvaguardia della propria incolumità psico-fisica”. E ricorda inoltre la recente sentenza con cui la Corte Costituzionale ha evidenziato come “il diritto alla salute va tutelato anche al di sopra delle esigenze di sicurezza sicché, in presenza di gravi patologie, si impone la sottoposizione al regime degli arresti domiciliari o comunque il ricovero in idonee strutture”
Alla luce del drammatico gesto compiuto oggi da Luigi Lainà appare quindi ancora più urgente l’intervento sollecitato da Rita Bernardini “affinché siano adottati i provvedimenti più opportuni, per garantire che l'espiazione della pena non si traduca di fatto in una violazione dei diritti umani fondamentali” (Notizie Radicali)

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