L'Associazione Il Detenuto Ignoto nasce con l'intento di affermare e promuovere i diritti dei cittadini detenuti, in attuazione di quanto disposto dall'articolo 27 della Costituzione italiana. Il Detenuto Ignoto in questi anni è stata animatrice di importanti iniziative, attraverso lo studio delle realtà e delle politiche del sistema penitenziario italiano, la consulenza e la produzione legislativa, il coordinamento di comitati, l'organizzazione di seminari, convegni, eventi e manifestazioni.

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giovedì 17 maggio 2012

CARCERI ALLO STREMO, SERVE L’AMNISTIA


di Salvo Fleres – Nonostante le dichiarazioni di intenti, i proclami, gli impegni, il carcere fa notizia solo quando produce morti, suicidi, violenze o quando manifesta l’illegalità di uno Stato che viene condannato per la sua inciviltà penitenziaria.
È scandaloso che si studino i sistemi penitenziari esteri, come fa il Ministro della Giustizia, e non si tengano in considerazione le condizioni disumane delle carceri italiane, né si valutino le proposte, che da più parti si sono levate, in merito alla depenalizzazione di taluni reati, al maggior utilizzo delle comunità di recupero per i tossicodipendenti, alla realizzazione di strutture più adeguate, al reintegro delle piante organiche di agenti, educatori, psicologi e altri ancora. Il sistema penitenziario italiano opera nella più assoluta illegalità. Questa non è la mia opinione ma quella della Magistratura italiana, che ha più volte condannato lo Stato a salati risarcimenti.
Ma è anche l’opinione dell’ONU e dell’UE, che hanno più volte diffidato il nostro Paese a provvedere. È intollerabile, incivile, demagogico lanciare allarmi, indignarsi o dolersi per i numerosi suicidi e per le morti sospette dietro le sbarre e poi non provvedere. È vergognoso ed offensivo ricordare le carceri per i film che vi si girano, trascurando il fatto che, a causa della carenza di fondi, solo il 15 per cento dei reclusi studia o lavora. Così si depista l’opinione pubblica, si confondono i cittadini e si offendono i reclusi.
Non è più tempo né di film, né di chiacchiere, è necessario cambiare le leggi e pensare ad una amnistia che salvi i reclusi dalla indecenza della loro condizione detentiva e lo Stato da risarcimenti a sei zeri. (Grande Sud news)

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