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venerdì 25 maggio 2012

Ancora due suicidi in carcere, il sindacato chiede un incontro con la Severino

CarceriUn detenuto italiano di circa 50 anni si e' suicidato nel carcere di Firenze Sollicciano. E' accaduto poco dopo la mezzanotte e a darne la notizia e' il Sappe (Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria). L'uomo - che era in attesa di giudizio per tentata rapina e aveva gia' avuto precedenti detenzioni- si e' impiccato nel bagno della sua   

cella, utilizzando un lenzuolo.
Un suicidio che segue quello di un altro detenuto avvenuto ieri a Novara e che "testimonia una volta di piu' la drammaticita quotidiana che si vive nello nostre galere, nelle quali i poliziotti penitenziari sono spesso lasciati da soli a gestire le mille criticita' e problematiche", sottolinea il segretario del Sappe Donato Capece. L'auspicio ora e' che il Ministro della Giustizia Severino incontri presto il sindacato "per affrontare insieme soluzioni ai problemi carcerari e del Corpo di PoliziaPenitenziaria". 
Un altro detenuto italiano di 28 ann, intanto e' morto ieri mattina all'interno della sua cella nel carcere di Latina. Lo rende noto il Garante dei detenuti Angiolo Marroni. Quello registrato ieri e' il settimo decesso dall'inizio dell'anno nelle carceri della Regione Lazio:prima di quello odierno, cinque decessi erano stati registrati a Roma ed uno a Viterbo. 
Al di la' di questa tragedia, spiega Marroni, l'ennesima dall'inizio dell'annonelle carceri della Regione, mi preoccupa la situazione della struttura di Latina. Un carcere con evidenti problemi strutturali aggravati dalle gravi carenze di organico della polizia penitenziaria e, soprattutto da un sovraffollamento record: oggi i detenuti erano 193 a fronte di una capienza regolamentare di 86 posti. Da mesi il saldo fra chi entra e chi esce dal carcere e' negativo e, ormai da giorni, unaventina di detenuti devono dormire per terra per mancanza di spazi. In queste condizioni diventa problematico non solo salvare vite, ma anche garantire condizioni minime di vivibilita'".
Per denunciare la grave situazione, il personale della Polizia Penitenziaria del reparto di Lamezia Terme ha deciso di effettuare l'astensione dalla consumazione dei pasti dalla mensa obbligatoria di servizio "per protestare contro le gravi criticita' in cui e' chiamato a svolgere la propria attivita' - denuncia il Sappe - che lo costringe tra l'altro a effettuare, ormai da due mesi, un servizio di piantonamento di un detenuto in una struttura sanitaria senza la possibilita' di consumare il pranzo e lacena e con l'organizzazione di turni di servizio di quasi nove ore". (Rainews24.it)

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