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domenica 6 maggio 2012

Altre due aggressioni nel carcere San Giorgio di Lucca


 Lucca. Il San Giorgio di Lucca balza nuovamente agli onori della cronaca annunciata. Ieri, 5 maggio 2012 alle ore 12.00 circa c'è stata l'ennesima aggressione nei confronti dei baschi azzurri del carcere lucchese. A farne le spese un sovrintendente ed un assistente capo che sono dovuti ricorrere alle cure del pronto soccorso cittadino e ne avranno per almeno dieci giorni a testa. Prognosi: trauma cranico, contusioni al viso ed agli arti.

Ne ha dato notizia Donato Capece, segretario generale del Sappe, Sindacato autonomo di polizia penitenziaria. Questa volta l'autore del fatto è un detenuto di nazionalità algerina, A. M., detenuto per furto aggravato che finirà la sua pena durante il corso del mese di maggio. Esempio eclatante del fallimento del nostro sistema penitenziario attuale, specie quello toscano. Il detenuto, dopo essere andato in escandescenza all'interno della sezione, proferendo ingiurie a chiunque tentasse di portarlo alla ragione, ha voluto dare il meglio di se colpendo all'improvviso e ripetutamente al volto il sovrintendente della polizia penitenziaria, visto che poco prima non era riuscito a parlare con il comandante del reparto. L'assistente accorso per contenere il facinoroso ha avuto la meglio al prezzo di dieci giorni di prognosi e contusioni agli arti.

Il carcere di Lucca non è nuovo ad episodi del genere ed anche se non è trapelato prima, anche il primo di aprile si segnalava un altro episodio di violenza ai danni di un agente. I quotidiani locali, durante i mesi di febbraio e di marzo, hanno dato molto risalto alle denunce del sindacato, in merito ad un carcere sovraffollato, che deficita di quaranta agenti e continua, come in uno stillicidio infernale, a ricevere detenuti da carceri improvvisamente chiusi in Toscana, da stipare nei propri gironi dannati. I comunicati del Sappe denunciano oggi come allora, aggressioni e violenze, scaturite anche nel ricovero di sei agenti in ospedale. Intanto a gennaio grazie al Sappe, l'emergenza carcere sbarcava persino a Lucca, in Consiglio comunale.

"Oggi siamo ancora a raccontare della cronaca di un episodio che funge da denuncia nei confronti di un intero sistema penitenziario regionale - si legge in una nota del sindacato - incapace di interrompere un'escalation di pericolosa violenza e di trovare concrete soluzioni agli istituti dell'intero distretto, sempre più spinti verso l'orlo di un baratro impensabile. Cosa aspettiamo ad intervenire? Cosa deve accadere in Toscana ancora prima che da Roma qualcuno faccia la scelta, auspicata dai più a bassa voce, di sostituire il provveditore regionale dell'Amministrazione penitenziaria?".

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