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martedì 17 aprile 2012

Vita dietro le sbarre, celle-lager nonostante il decreto svuota-carceri


Il sovraffollamento resiste alle leggi salva-carceri: lo dimostrano i dati dell'associazione Antigone che ha stilato il rapporto come ogni anno al termine di una serie di visite agli istituti di pena. Quindi: "Ci vuole altro". Numeri alla mano, l'associazione che si batte per i diritti nelle carceri mostra come tra la situazione precedente all'entrata in vigore della legge Alfano, la cosiddetta svuota-carceri, e quella attuale (dati al 13 aprile 2012), la differenza sia di appena 1.400 persone.

E tra l'altro su questa cifra c'é da considerare l'effetto della sentenza della Corte di Giustizia Europea che, nell'aprile del 2011, ha dichiarato illegittimo il reato di immigrazione clandestina: 831 stranieri in meno nelle carceri nei solo primi tre mesi di quest'anno: in pratica oltre la metà della decrescita. Prima della entrata in vigore della legge Alfano, ossia il 31 dicembre del 2010 la popolazione carceraria era di 67.961 persone: gli effetti - ricorda Antigone - sono stati ben lontani dalla prevista riduzione di otto mila unità, al 31 dicembre 2011 i detenuti erano infatti 66.897. Quindi poco più di mille in meno. E anche dopo il decreto Severino al 13 aprile 2012 i detenuti arrivano a 66.585, quindi soli altri 312 in meno

Sono ancora 21 mila i detenuti in più: la capienza regolamentare ufficiale è di 45.
742 posti letto, ma i posti reali sono molti meno visto che tanti reparti sono chiusi per manutenzione ordinaria o straordinaria. Eppure nel complesso 5.533 detenuti sono usciti grazie alla detenzione domiciliare prevista dalle leggi Alfano-Severino. Ma - secondo Antigone - è il provvedimento che avrebbe dovuto limitare le cosiddette porte girevoli, ossia quegli ingressi in carcere per pochi giorni dopo l'arresto, a non funzionare già più, e gli arresti con conduzione in carcere sono ripresi. Inoltre facendo un raffronto di medio periodo negli anni la durata della custodia cautelare è in crescita e le pene comminate sono più lunghe.

La regione con il più alto tasso di sovraffollamento è la Puglia, dove il numero di detenuti è praticamente doppio rispetto alla capienza regolamentare (4.650 su 2.463), a seguire Lombardia (9.389 su 5.384 posti) e la Liguria (1.831 su 1.088). Il Trentino Alto Adige ha invece, al contrario più posti che detenuti (340 su 520). La Campania rappresenta un altro caso limite, ci sono in carcere più imputati che condannati. Il 51,5% aspetta in un istituto di pena la conclusione dell'iter giudiziario

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