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sabato 14 aprile 2012

Giustizia: Sappe; impercettibile il calo dei detenuti, sono ancora in 20mila oltre la capienza


Comunicato stampa, 13 aprile 2012

“Mi viene difficile definire incoraggiante, come invece fa l’Amministrazione penitenziaria, l’impercettibile calo di detenuti, rispetto ad un anno fa. Oggi abbiamo oltre ventimila persone detenute rispetto alla capienza regolamentare, un buon 40% dei ristretti in attesa di un giudizio e 7mila Agenti di Polizia Penitenziaria in meno negli organici del Corpo: sono dati incoraggianti questi?
Tra l’altro, non fosse per la legge sulla detenzione domiciliare, che pure introduce parametri assai rigidi per avvalersene, e la recente legge del Governo, che limita la detenzione in carcere prima dell’udienza di convalida a casi eccezionali, oggi avremmo in carcere più di 75mila detenuti. La differenza di mille detenuti in meno, da un anno all’altro, è davvero impercettibile: le tensioni in carcere sono costanti ed aggravano le già difficile condizioni di lavoro delle donne e degli uomini del Corpo di Polizia Penitenziaria. Servono altri interventi per deflazionare le carceri italiane”.
Lo dichiara Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE, commentando il comunicato stampa odierno del Dipartimento Amministrazione Penitenziaria.
“La situazione penitenziaria è e resta allarmante ed è ora di ripensare organicamente il sistema dell’esecuzione penale in Italia. È del tutto evidente che scontare la pena fuori dal carcere, per coloro che hanno commesso reati di minore gravità, ha una fondamentale funzione anche sociale. Si deve avere il coraggio e l’onestà politica ed intellettuale di riconoscere i dati statistici e gli studi Universitari indipendenti su come il ricorso alle misure alternative e politiche di serio reinserimento delle persone detenute attraverso il lavoro siano l’unico strumento valido, efficace, sicuro ed economicamente vantaggioso per attuare il tanto citato quanto non applicato articolo 27 della nostra Costituzione.
Non a caso il Sappe da tempo sollecita il Parlamento a sostenere il progetto di legge del ministro della Giustizia Paolo Severino sulla depenalizzazione dei reati minori e, soprattutto, sulla messa alla prova: istituto, quest’ultimo, che ha dato ottimi risultati nel settore minorile e che potrebbe essere altrettanto utili negli adulti, atteso che consentirebbe di espiare in affidamento al lavoro all’esterno le condanne fino a quattro anni di reclusione.
Altrettanto evidente è il potenziamento del ruolo della Polizia Penitenziaria, incardinandolo negli Uffici per l’esecuzione penale esterna per svolgere in via prioritaria rispetto alle altre forze di Polizia la verifica del rispetto degli obblighi di presenza che sono imposti alle persone ammesse alle misure alternative della detenzione domiciliare e dell’affidamento in prova. Il controllo sulle pene eseguite all’esterno, oltre che qualificare il ruolo della Polizia Penitenziaria, potrà avere quale conseguenza il recupero di efficacia dei controlli sulle misure alternative alla detenzione”.

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