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mercoledì 4 aprile 2012

Giustizia diritti negati nelle carceri


Il Foglio, 3 aprile 2012.

La situazione allarmante delle carceri italiane non è questione che merita di essere lasciata nelle mani dei buonisti in servizio permanente. Questi ultimi finiscono spesso per anteporre l’ideologia al pragmatismo (sull’immigrazione vorrebbero vietare a priori quei respingimenti che perfino l’Australia - il paese più accogliente di tutta l’area Ocse - mette in atto), o per curare i propri sensi di colpa con analisi tanto virtuose quanto errate.
Il tema delle carceri infatti non può più essere rubricato alla voce (pur disdicevole) dei trattamenti inumani per i detenuti. A dimostrarlo ci sono le parole di Giovanni Tamburino, capo del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, il quale ieri ha definito “inaccettabile” che nei nostri istituti penitenziari siano rinchiusi 140 detenuti per ogni 100 posti disponibili.
Il sovraffollamento carcerario - lo dimostra l’intervento del Dap - non mette a repentaglio le sole vite dei reclusi, ma rende quasi impossibile il lavoro di chi dovrebbe garantire l’ordine e la sicurezza degli istituti. Duemila posti in più nelle carceri sono soltanto un palliativo: non si esce dall’emergenza finché non si ammette che le prigioni scoppiano a causa di una giustizia ingolfata.
Non a caso lunghezza dei processi penali e abuso della carcerazione preventiva - ripete il radicale Marco Pannella - ci hanno fatto guadagnare il primo posto tra i paesi europei più condannati dalla giurisdizione internazionale. Più spazio fisico per i carcerati non si guadagna senza maggiore spazio mediatico per un dibattito sulla malagiustizia italiana. È una delle ragioni per cui questo giornale aderisce alla Marcia per l’amnistia, la giustizia e la libertà convocata dai Radicali e da un ampio comitato promotore.

Robilotta (Psi): aderisco a marcia per amnistia, giustizia e libertà

“Aderisco con convinzione alla “II Marcia per l’Amnistia, la Giustizia e la Libertà” che si terrà a Roma il prossimo 25 Aprile”. Lo dichiara in una nota Donato Robilotta, membro della Segreteria Nazionale del Nuovo Psi. “Da sempre condivido la battaglia per le libertà, per l’amnistia e per la giustizia dentro le carceri. I nostri istituti penitenziari sono pieni di persone in attesa di giudizio o di stranieri colpevoli di aver commesso alcuni reati previsti dalla Legge Bossi-Fini che potrebbero essere tranquillamente depenalizzati. Tutto ciò è inaccettabile e, cosa peggiore, si tratta di una vergogna tutta italiana”, conclude Robilotta

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