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domenica 15 aprile 2012

GIUSTIZIA: DA GOVERNO PROPOSTO IL NULLA. PANNELLA E BERNARDINI, "AMNISTIA, PER USCIRE DALL'ILLEGALITA'"


Dichiarazione del leader radicale Marco Pannella e di Rita Bernardini, deputata radicale, membro della Commissione Giustizia

Tutti possono oggi constatare che dalle attuali posizioni assunte dal Governo e dalle grandi maggioranze parlamentari, nulla di quanto da trent’anni ci viene formalmente ingiunto dalle giurisdizioni internazionali, nulla di quanto sostenuto dalle stesse dichiarazioni del Presidente della Repubblica e dal Primo Presidente della Corte di Cassazione, nulla di quanto manifestamente e tassativamente è previsto dalla Costituzione italiana, nulla viene assicurato per interrompere la flagranza letteralmente criminale nella quale Stato e Repubblica italiana si trovano.

Per il quinto anno consecutivo l'Italia ha conquistato due giorni fa il poco invidiabile primato del Paese con il maggior numero di sentenze della Corte europea per i diritti dell'uomo rimaste inapplicate. Un fenomeno legato alla irragionevole durata dei processi che fa del nostro Paese un 'sorvegliato speciale' in sede europea che si comporta peggio di Turchia, Russia, Polonia e Ucraina. Un mese fa il Comitato dei Ministri ha chiesto alle autorità italiane di “presentare un piano d'azione che oltre a proposte concrete su come risolvere la questione contenga anche un calendario che permetta di monitorare attentamente gli effetti delle riforme già introdotte e la tempistica per le misure ancora da introdurre”.

D’altra parte, lo stesso Governo per bocca del sottosegretario Salvatore Mazzamuto, ha ammesso che le depenalizzazioni previste nel disegno di legge Severino in discussione in Commissione Giustizia della Camera hanno una portata minima e sicuramente “non adeguata rispetto agli obiettivi deflattivi che si pone il Governo”. Presentando i dati di uno studio realizzato dall’Ufficio statistiche del Ministero della Giustizia, Mazzamuto ha riferito che l’incidenza delle depenalizzazioni previste nel disegno di legge governativo avrebbero un’incidenza dello 0,5% rispetto ai processi iscritti in primo grado con rito monocratico (366.000 nel 2010).

A questo punto ci rivolgeremo a tutte le giurisdizioni superiori documentando come la proposta dell’amnistia immediatamente realizzerebbe quanto ci viene da decenni ingiunto, innescando processi convergenti sia sul piano dell’ottenimento della ragionevole durata dei processi penali e civili sia su quello della pressoché immediata soluzione strutturale e normativa della conseguente criminale condizione penitenziaria italiana.

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