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venerdì 30 marzo 2012

Napoli: medici penitenziari senza contratto, a rischio l’assistenza sanitaria ai detenuti

www.napolicittasociale.it, 30 marzo 2012

“Sarebbe l’unico caso in Italia”, denunciano il rappresentante dei medici carcerari, Camillo De Lucia, e il presidente del Sindacato medici italiani (Smi), Giuseppe Del Barone. A dicembre scade la proroga per l’incarico a 100 medici specialistici che effettuano il servizio e, ad oggi, sostiene il sindacato, l’Asl Napoli 1 pare intenzionata a non concederne un’altra per il 2013. “Un fatto molto grave che equivarrebbe al licenziamento di 100 medici e che metterebbe seriamente a rischio l’assistenza per i detenuti che forniscono le loro prestazioni negli istituti di pena di Poggioreale, Secondigliano, nel carcere minorile di Nisida e nell’Ospedale psichiatrico di Napoli”, accusa De Lucia. La questione si trascina da anni. Fino al 1999 i medici penitenziari dipendevano dal ministero di Grazia e giustizia. Con la riforma della medicina penitenziaria sono stati assegnati al Sistema sanitario nazionale. Da allora mentre nelle altre Regioni d’Italia hanno provveduto a delibere l’assorbimento di questi medici nelle Asl, in Campania il passaggio non è ancora avvenuto. Per far fronte al ritardo e garantire la dovuta assistenza ai detenuti i cento medici impiegati nei penitenziari si sono visti concedere delle proroghe. La prossima scadrà il 31 dicembre, e, stando a quanto denuncia il presidente del Sindacato medici italiani Del Barone, ancora non sono arrivate rassicurazioni sul fatto che possa essere confermata per il 2013: “Secondo qualcuno - spiega Del Barone - questa proroga non verrà confermata. Speriamo che non sia così, ma nel caso questa ipotesi fosse confermata sarebbe un fatto estremamente grave”.
Non ci sono certezze, dunque. Se non dovesse esserci la proroga cosa accadrebbe? “I detenuti non potrebbero usufruire delle visite specialistiche in carcere, ma dovrebbero prenotarle in un ospedale cittadino”, spiega De Lucia, “ Saranno tre i problemi: aumenterebbe il sovraffollamento negli ospedali, ci sarebbe un ingente spreco di risorse per il trasporto di questi pazienti e, inoltre, una decina di medici che hanno il solo incarico negli istituti di pena resteranno senza un lavoro”.
Il Sindacato medici italiani (Smi) promette battaglia. È proprio dei giorni scorsi un vertice tra i rappresentanti dei medici penitenziari con Del Barone, Luigi De Lucia, Salvatore Marotta e Mario Iovane dello Smi.
Nell’incontro è stata inaugurata la nuova componente sindacale dei penitenziari con il tesseramento di 45 professionisti ed è stato preparato un documento consegnato al presidente della Regione, Stefano Caldoro, e al suo consigliere per la Sanità, Raffaele Calabrò. “Chiediamo un incontro urgente con la Regione - dice Del Barone. Chiediamo la conferma che ci sarà ancora la proroga per i medici carcerari che fanno capo all’Asl Napoli 1 e che venga creato un osservatorio permanente dedicato alla sanità carceraria”.

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