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venerdì 9 marzo 2012

LA PERIZIA: GIUSEPPE UVA MORÌ PER LE BOTTE SUBITE IN CASERMA


Leggo: Venerdì 09 Marzo 2012 - 14:09
VARESE - Giuseppe Uva, morto il 14 giugno 2008 a 43 anni in ospedale dopo essere rimasto tre ore in caserma, è morto non a causa dei farmaci, come sostenuto nella ricostruzione di pm, ma per le percosse ricevute. Lo stabilisce la perizia medico-legale dei professori Davide Ferrara, Angelo Demoni e Gaetano Thiene, ordinata dal tribunale per far luce sulla vicenda. Tirano dunque un sospiro di sollievo i medici, mandati dal pm a processo per omicidio colposo.
La morte di Uva si deve, si legge nella perizia, a «stress emotivo» dovuto all’alcool insieme alle «misure di contenzione fisica» e alle «lesioni traumatiche auto ed eteroprodotte ». Sulle lesioni che hanno portato all’infarto «non è possibile fare ulteriori osservazioni » perché c’è «assoluta mancanza di documentazione inerente il periodo tra il fermo delle 3 e la relazione medica che prescrive il Tso», fino «all’accesso in pronto soccorso alle 5.48».
I periti hanno trovato «escoriazioni prodotte dall’urto contro un corpo contundente, espressione di una forza di lieve entità, con l’eccezione dei tessuti molli pericranici (in testa, ndr), ove l’intensità appare fotograficamente di maggiore rilevanza». «La valutazione - si precisa - delle lesioni è esclusivamente fondata sulla documentazione clinico-ospedaliera e fotografica dei consulenti del pm».
«La perizia è un macigno sul pm che dopo oltre tre anni non ha aperto un fascicolo su quanto successo in caserma», ha tuonato l’avvocato della famiglia Uva, Fabio Anselmo.

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