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venerdì 30 marzo 2012

Giustizia: Radicali; marcia per l’amnistia del 25 aprile, anche la Montalcini tra i promotori



Adnkronos, 29 marzo 2012


C’è anche il premio Nobel Rita Levi Montalcini tra i promotori della seconda marcia per l’amnistia, la giustizia, la libertà, iniziativa promossa dai Radicali e accompagnata dallo sciopero della fame intrapreso dal leader Marco Pannella contro l’affollamento dei penitenziari italiani.
Tanti i nomi noti che hanno aderito all’iniziativa, dal mondo dell’associazionismo a quello della politica e della cultura, ma anche nomi legati drammaticamente al mondo del carcere: tra questi spicca quello di Ilaria Cucchi, la sorella di Stefano, il 31enne morto mentre era detenuto a Rebibbia in attesa di giudizio.
La marcia si terrà nel giorno della Liberazione, il 25 aprile, con partenza da Castel Sant’Angelo e arrivo al Quirinale passando per alcuni luoghi simbolo: da Regina Coeli al Senato e alla Camera, non dimenticando il passaggio a Palazzo Chigi.
“È utile aggiornare questa data - dice la vicepresidente del Senato Emma Bonino - non per dimenticare il suo significato del passato, ma per quel che può significare nel presente: una nuova liberazione per un nuovo inizio, basato sullo Stato di diritto. Spero che in questa giornata nasca la scintilla che bruci e metta fine a una situazione ormai inaccettabile”.
I numeri, del resto, la dicono lunga. “Sono 66.700 i detenuti attualmente dietro le sbarre - illustra la deputata radicale Rita Bernardini - a fronte di 44.500 posti disponibili, mentre sono oltre 10.000 i procedimenti civili e penali pendenti. L’Italia è stata sanzionata dal Comitato dei ministri del Consiglio d’Europa per l’irragionevole durata dei processi”. Un sistema lumaca che finisce per “aumentare ulteriormente” i procedimenti in attesa di giudizio. “Un cancro - secondo Bonino - una peste che sta infettando anche la Corte europea dei diritti dell’uomo, di fatto travolta dagli innumerevoli ricorsi che fanno dell’Italia un’ottima cliente”.
Duro Pannella, che minaccia di passare allo sciopero della sete e accusa lo Stato di essere “in una condizione letteralmente criminale”. Il leader radicale non risparmia poi critiche al presidente Napolitano. “Dal suo discorso sulla situazione carceraria del 28 luglio scorso - dice - in 70 si sono suicidati dietro le sbarre”. “Per noi l’amnistia non è solo un atto di clemenza - spiega Bonino - ma una riforma strutturale che prima ancora che svuotare le carceri, per esempio degli oltre 30mila detenuti in attesa di giudizio, fa rientrare lo Stato italiano nella legalità. Tecnicamente - sottolinea - il nostro Paese è infatti in uno stato criminale di disfunzionamento”.
Del resto, ricorda Rita Bernardini, “durante l’incontro con la Merkel lo stesso premier Mario Monti ha parlato espressamente della centralità del tema giustizia. Ma la stessa attenzione non c’è da parte dei ministeri del suo governo”. Per Luigi Manconi, presidente di “A buon diritto”, “amnistia e indulto non sono una bizzarria, ma istituti previsti dalla nostra Carta costituzionale per stati di emergenza come quello attuale”. Pannella annuisce, prende la parola e ironizza sul suo ennesimo sciopero della fame. “Il riflesso del popolo quando l’annuncio è che palle... - dice - Anch’io me lo dico tra me e me ogni volta che decido di intraprenderne uno. Ma va bene così, le reazioni sono le stesse perché noi non rappresentiamo il popolo, noi ne facciamo parte”.

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