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lunedì 26 marzo 2012

Foggia, impazzisce detenuto: feriti tre agenti


FOGGIA – Alta tensione nel carcere di Foggia: nella serata di sabato scorso un detenuto, in preda ad un raptus, si è scagliato contro tre agenti ferendoli con calci e pugni, coinvolti nell’aggressione anche due assistenti capo e un sovrintendente. Tutti hanno riportato ferite e contusioni guaribili in tre giorni.A darne notizia l’Osapp, l’organizzazione sindacale della polizia penitenziaria. Un altro episodio di cronaca quindi a solo un mese di distanza dall’ultimo, quando Ottavio Mastrochirico, 36enne di Polignano, si tolse la vita impiccandosi nella sua cella.
Difficile dire se questa serie ripetuta di drammatici eventi abbiano quale filo conduttore il sovraffollamento delle carceri, ma la possibilità che ci sia un nesso è alta.
I numeri sono imbarazzanti, in tutta Italia e nel capoluogo dauno in particolare: basti pensare che la casa circondariale foggiana è strutturata per ospitare 350 detenuti e 21 detenute ma al momento sono quasi il doppio, 710 uomini e 40 donne.
In queste condizioni, evidentemente, le celle diventano invivibili e questo va destabilizzare ulteriormente la psiche dei detenuti. Una stabilità emotiva messa a dura prova anche dalla mancanza quasi totale di attività ricreative, fondamentali per il recupero psicologico dei galeotti.
Un’insufficienza di servizi da ricercare nella carenza di personale penitenziario: tra agenti, psicologi ed educatori servirebbero un’ottantina di unità per ‘ridar vita’, ad esempio, alla falegnameria e alla sartoria di cui la struttura è dotata o di sfruttare il reparto infermeria, inattivo da vent’anni.
Emblematica la situazione degli agenti di polizia penitenziaria: alcuni di loro devono ancora scontare le ferie del 2010 e solo il 2% degli agenti addetti alla scorta dei detenuti in tribunali e ospedali è risultato, lo scorso anno, assente per malattia.
Con l’arrivo della nuova direttrice, Maria Cristina Affatato, si intravedono degli spiragli e si spera nella riattivazione di una serie di progetti, lavorativi e ricreativi, che andrebbero ad alleviare la pena dei carcerati.

Daniele Bottalico Il Quotidiano Italiano Foggia

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