L'Associazione Il Detenuto Ignoto nasce con l'intento di affermare e promuovere i diritti dei cittadini detenuti, in attuazione di quanto disposto dall'articolo 27 della Costituzione italiana. Il Detenuto Ignoto in questi anni è stata animatrice di importanti iniziative, attraverso lo studio delle realtà e delle politiche del sistema penitenziario italiano, la consulenza e la produzione legislativa, il coordinamento di comitati, l'organizzazione di seminari, convegni, eventi e manifestazioni.

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domenica 12 febbraio 2012

Esposto al Ministro della Salute affinchè adotti urgentemente misure contro il freddo


Ass.radicale Il Detenuto Ignoto




Al Ministro della salute: Renato Balduzzi

Pc: Al Ministro della Giustizia Paola Severino

Pc: Capo del Dap Giovanni Tamburino



AL MINSTRO DELLA SANITA'. (URGENTI MISURE SALUTE DETENUTI)


Ass.ne radicale Il Detenuto Ignoto

Premesso che:


Sul portale del Ministero della Salute www.salute.gov.it vi è in primo piano la «Guida contro il freddo» Fonte: D.G. Prevenzione sanitaria - CCM - Centro nazionale per la prevenzione e il controllo delle malattie -Ministero della Salute che riporta esattamente:

«Le ondate di freddo intenso, possono provocare problemi alla salute. Oltre che l’incremento di sindromi influenzali, le basse temperature possono causare, infatti, anche una recrudescenza della sintomatologia di malattie croniche, specialmente dell'apparato respiratorio, cardiovascolare e muscolo scheletrico. Nelle condizioni più estreme, si possono verificare anche casi di ipotermia ed assideramento.

Proprio per fronteggiare eventuali emergenze sanitarie correlate alle basse temperature e al clima invernale estremamente rigido, le autorità e le istituzioni del nostro Paese si sono attivate per predisporre e mettere in atto adeguate misure di sorveglianza e prevenzione nei confronti delle fasce più deboli e disagiate della popolazione, come anziani, malati cronici, bambini, persone povere e senza tetto.

A livello nazionale è attivo il sistema di sorveglianza rapida sulla mortalità, in grado di intercettare e mettere in evidenza le possibili conseguenze sulla salute del clima rigido.»»



Premesso che:


come riportato dall'articolo pubblicato sul quotidiano il Messaggero.it in data 12/02/2012 «Viaggio nelle carceri-killer d'Italia dove mancano anche i termosifoni" risulta evidente una condizione di pericoloso allarme:

"Sono diciotto, adesso, le croci piantate nei penitenziari italiani nei primi quaranta giorni del 2012. Dopo i 186 morti del 2011, e i 184 del 2010. Significa che abbiamo un sistema carcerario che chiude una tomba ogni due giorni: quindici morti al mese. E troppo spesso mantiene al di sotto della soglia di dignità umana le condizioni di vita degli altri. La spiegazione è logora: non ci sono soldi. Ma è vero anche che i pochi che ci sono, chissà dove finiscono. L’ultimo paradosso è di due giorni fa: il direttore di Regina Coeli, Mauro Mariani, ha dovuto distribuire centocinquanta coperte e centocinquanta cappelli ai detenuti del sesto braccio, che con il termometro a meno dieci e senza riscaldamento rischiavano di restare congelati. Contemporaneamente nei garage del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria sono custodite fiammanti Maserati da oltre centomila euro. Che però nessuno vede in giro. Perché quando ha saputo che c’erano quelle fuoriserie, con i termosifoni rotti a Regina Coeli, l’ex Guardasigilli Nitto Palma ne ha sconsigliato l’utilizzo ai vertici del Dap, per evitare l’ennesima polemica sugli sprechi di Stato. "

considerato che:


il sito www.linformazione.com riportava nella notizia del 10 febbraio 2012 la dichiarazione del segretario del Sappe di Reggio Emilia Michele Malorni:

"Due uomini sui 50 anni internati nell’ospedale psichiatrico giudiziario di Reggio Emilia sono stati ricoverati, nei giorni scorsi, in ipotermia nell’ospedale di S.Maria Nuova. Uno è stato dimesso, l’altro è in rianimazione anche se non pare in pericolo di vita. Lo denuncia il Sappe, sindacato di polizia penitenziaria, aggiungendo che a volte gli internati hanno l’abitudine di tenere le finestre aperte o dormire sul pavimento. Ciò, col gelo del periodo,potrebbe aver contribuito all’ipotermia. “Inoltre gli impianti di riscaldamento non sono proprio efficienti anche per via dei tagli finanziari – denuncia Michele Malorni, segretario del Sappe di Reggio Emilia e ispettore di polizia penitenziaria – anche perché sono accesi a temperature pre-impostate e in genere il calore è limitato."


considerato inoltre che:

dalle dichiarazioni di Eugenio Sarno, segretario generale Uil Penitenziari risulta evidente una condizione di pericoloso allarme:

«"Certamente – sottolinea il segretario generale della Uil Penitenziari – quello di garantire un idoneo riscaldamento alle carceri e’ una delle priorita’ che va risolta anche per via normativa. Per quanto strano possa apparire, gli istituti penitenziari non sono compresi nelle deroghe degli orari di accensione previsti per altri servizi pubblici come gli ospedali. Ne consegue che soprattutto di notte le temperature si abbassino a livelli di guardia e comportino rischi, con evidenti oneri per lo Stato, per la salute dei detenuti e del personale. Purtroppo quella della salubrita’ e della sicurezza dei luoghi di lavoro e’ una materia sulla quale il Dap elude il confronto. Capita, quindi, che a Bolzano i colleghi sono costretti a montare di sentinella in un box di plexiglass a temperature molto al di sotto dello zero e in molte altre strutture lo zelo dei dirigenti vieta al personale che monta di servizio in luoghi scoperti di avvalersi dell’ausilio di stufette, senza pero’ aver fatto installare idonei impianti di climatizzazione”.»»

Rilevato che:


dal 14 giugno 2008 sono trasferite al Servizio sanitario nazionale tutte le funzioni sanitarie svolte dal Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria e dal Dipartimento della giustizia minorile del Ministero della giustizia. E' quanto prevede il D.P.C.M. 1 aprile 2008 (pubblicato in Gazzetta Ufficiale 30 maggio 2008, n. 126);

in ambito penitenziario, anche nel senso del perseguimento delle condizioni di “benessere” dei suoi iscritti, conformemente al concetto di salute enunciato dall’OMS, è proprio a partire dal potere del Ministro della salute di imporre la rimozione delle cause di malessere evitabile nei confronti dei cittadini detenuti.


Signor Ministro, tutto ciò premesso:


Come Associazione radicale il Detenuto Ignoto chiediamo che si dia atto urgente alle comunicazioni riportate istituzionalmente ed in particolare chiediamo che vengano effettuate urgenti ed adeguate misure di sorveglianza e prevenzione nei confronti delle fasce più deboli e disagiate della popolazione come la popolazione ristretta nelle carceri italiane, che non può autonomamente procedere alla messa in atto dei consigli stessi del Ministero della Salute e che al momento è sotto «tutela» dello Stato Italiano.

E’ per questo che oggi ci rivolgiamo direttamente a Lei ai Dirigenti competenti, di inviare al DAP una disposizione urgente affinchè nelle carceri italiane sia immediatamente assicurato l'adeguato riscaldamento, come misura di prevenzione sanitaria ineludibile e indifferibile.

Premettiamo che se la richiesta non venisse accolta con sollecitudine ci Costituiremo Parte Civile in ogni causa che lo Stato Italiano riceverà per inadempienze che mettono a rischio la tutela della salute e quindi della vita della popolazione ristretta.

Irene Testa
Segretaria dell'Associazione Il Detenuto Ignoto


Valeria Centorame curatrice dell'esposto e membro del Detenuto Ignoto

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