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mercoledì 8 febbraio 2012

È emergenza freddo anche a Regina Coeli. Detenuti senza riscaldamento e acqua calda


L’emergenza freddo colpisce anche le carceri nostrane. Circa 150 detenuti, in questo momento, si trovano al gelo del sesto braccio del carcere romano di Regina Coeli, a causa della completa assenza del riscaldamento e dell’acqua calda. Lo hanno denunciato Luigi Nieri, Capogruppo di Sinistra Ecologia Libertà nel Consiglio regionale del Lazio e Patrizio Gonnella, Presidente nazionale dell’Associazione Antigone che questa mattina si sono recati in visita nel penitenziario romano: “Si tratta di condizioni di vita inaccettabili per un carcere. Con il freddo eccezionale di questi giorni si rischia finanche di mettere in pericolo la vita di queste persone”.



Il racconto della visita è agghiacciante. Le coperte non sono sufficienti, i detenuti che tremano di freddo. Molti di loro che con il passare delle ore si stanno ammalando. Il quinto e sesto braccio di Rebibbia già erano balzati agli onori delle cronache, alcuni anni fa, per gli stessi motivi. Tanto da spingere la precedente Giunta regionale, nel 2006, a stanziare 450 mila euro per la loro ristrutturazione. I lavori furono realizzati.

“Alloro ricoprivo l’incarico di Assessore al Bilancio della Giunta regionale e, dopo una visita in questo carcere, decidemmo prima di avviare una campagna di denuncia e poi di stanziare alcune risorse – racconta Nieri - Oggi, a distanza di soli 6 anni, il sesto braccio si trova nelle stese condizioni di allora e il quinto è chiuso. Un fatto inaccettabile e una situazione insostenibile per i detenuti. E’ evidente che su questa vicenda occorre fare chiarezza”.

Ma non è tutto, purtroppo. Nell’istituto penitenziario si registrano anche episodi di malasanità. E’ il caso di un detenuto che, dopo essersi fratturato una gamba, è in attesa da 4 mesi di un ricovero per affrontare alcune complicazioni post-operatorie. Un ritardo che gli sta causando serie complicazioni. “La Presidente Polverini deve intervenire sulla sanità penitenziaria che, ricordiamo, è di competenza delle Regioni. Il centro clinico di questo istituto, al momento non è adatto a svolgere questa funzione”.

“I detenuti vivono in condizioni igienico-sanitarie insostenibili – ha aggiunto Patrizio Gonnella – Chiediamo un intervento immediato della Asl diretto a verificare se i reparti sono idonei a svolgere ancora questa funzione. La gente è ammassata nei pochi spazi a disposizione. Ci sono 6 persone in celle da meno di 15 metri quadri. Ci hanno riferito, inoltre, che nei giorni scorsi un detenuto è deceduto in questo istituto. Una notizia di cui non sappiamo molto altro. E sulla quale andrebbe fatta chiarezza. (Linkontro)

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