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giovedì 16 febbraio 2012

Carceri: Uil Penintenziari, agente suicida a Roma Rebibbia


(ASCA) - Roma, 16 feb - ''La notizia del suicidio di un collega, in servizio al carcere di Roma Rebibbia ci annichilisce e ci pietrifica dal dolore. E' davvero difficile esprimere considerazioni a caldo sull'ennesima tragedia che colpisce il Corpo di Polizia Penitenziaria''. Lo annuncia, in una nota, Eugenio Sarno, segretario generale Uil Penitenziari.

In questo momento, prosegue, ''intendiamo stringerci attorno ai familiari, agli amici ed ai colleghi di Achille e partecipare loro i sensi del nostro piu' vivo cordoglio.

Ancora una volta, comunque, nell'auspicio che non si strumentalizzino le nostre parole, non possiamo non chiedere ed offrire attenzione ad un fenomeno, quello dei suicidi di agenti penitenziari, che assume aspetti davvero preoccupanti.

Perche' gli 85 suicidi di baschi blu nell'ultimo decennio sono un dato preoccupante, che dovrebbe imporre per prima alla stessa Amministrazione Penitenziaria il dovere di investigare e approfondire. Abbiamo avuto notizie di gruppi di lavoro costituiti al Dap per esaminare la questione, ma pare mai convocati. Noi continuiamo a pensare che oltre a definire ipotetici centri di ascolto occorra definire un vero piano di sostegno psicologico. Le infamanti ed indecorose condizioni di lavoro, coniugate al rapporto quotidiano con il dolore, la sofferenza e l'incivilta' non possono non influire negativamente sul personale di polizia penitenziaria, ampliando i rischi di chi e' quotidianamente sulla border line della tensione e dell'ansia''.

''E' dunque necessario - conclude - che l'Amministrazione Penitenziaria mostri interesse e vicinanza al personale preminentemente impiegato nelle frontiere penitenziaria, giacche' e' un dato di fatto che i suicidi in polizia penitenziaria riguardano prevalentemente, se non esclusivamente, personale che lavora all'interno degli istituti penitenziari. Questo puo' essere un punto di partenza per una approfondita investigazione.

E' inutile dire che questo ennesimo lutto ci addolora, ci rattrista e ci colpisce. Tutto questo ci obbliga ancor piu' a stimolare e sollecitare chi ha le competenze politiche ed amministrative a fare qualcosa''.

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