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martedì 7 febbraio 2012

Carceri - Decreto Severino, SARNO (UIL): rischia di essere strumento inutile


“Non perdiamo la speranza che qualcuno, prima o poi, ci spiegherà con quali criteri e in ragione di quale
logica il Presidente della Commissione Giustizia della Camera ha inteso audire una sola O.S. della polizia
penitenziaria in relazione all’approvazione del decreto legge per fronteggiare il sovrappopolamento
penitenziario. La Presidente Buongiorno, evidentemente, ha ritenuto poter privare se stessa ed i componenti
della Commissione del contributo di competenze ed esperienze che anche altre OO.SS. avrebbero potuto
fornire. “
Questo è quanto pensa Eugenio SARNO, Segretario Generale della UIL Penitenziari, in relazione all’audizione
di un sindacato di Polizia Penitenziaria e di due sindacati della Polizia di Stato tenutasi ieri alla Commissione
Giustizia della Camera dove è in corso l’esame del DDL 4909 in ,materia di sovrappopolamento carcerario
“ E’ di tutta evidenza che non abbiamo affatto gradito la decisione della Presidente Buongiorno – rimarca
SARNO - Uno dei più grandi limiti della politica e dei politici in tema di legiferazione penitenziaria è proprio
la presunzione di poter fare a meno del patrimonio di conoscenza ed esperienza che proviene dagli operatori
delle frontiere penitenziarie. Sarà per questo che da anni non ne imbeccano una, al punto che sono i primi
responsabili del disastro che registriamo nei nostri penitenziari. In ogni caso l’approvazione del decreto,
nella sua attuale formulazione, non apporterà significativi benefici all’emergenza che affoga il sistema
carcere nella disumanità, nell’inefficienza, nell’illegalità e nel degrado più totale.”
La UIL Penitenziari, ricorda SARNO, da anni sollecita al Parlamento soluzioni strutturali e non semplici
palliativi
“ Per dare una svolta significativa alle emergenze penitenziarie occorre intervenire primariamente sulla
custodia cautelare e dell’uso, o degli abusi, che se ne fa. Quelle delle camere di scurezza è una polemica
sterile ed inutile che non giova ad alcuno. Purtroppo il paradosso italiano è che in materia di detenzione si
propende più per una remissione in libertà dei colpevoli condannati che per una garanzia a tutela di coloro
che dovrebbero, a Costituzione vigente, essere considerati presunti innocenti. E’ ora che i politici indaghino
sull’abnormità del dato che vede il 42% della popolazione detenuta priva di una condanna definitiva. Se la
discussione in Parlamento dovesse prendere tale direzione risulterebbe del tutto evidente – sottolinea il
Segretario Generale della UIL Penitenziari - che le somme stanziate (per ora virtualmente) per il piano carceri
sono del tutto superflue, in quanto non occorrono nuove carceri. Semmai serve recuperare, attraverso la
manutenzione, quelle vecchie. Analogamente servirebbe aprire una seria ed approfondita riflessione
sull’opportunità di detenere soggetti tossicodipendenti (circa il 32% della popolazione detenuta) rispetto alla
loro più naturale allocazione in Comunità di recupero. Questo, tra l’altro, porterebbe a significativi ed
importanti risparmi giacchè è accertato che un detenuto costa mediamente 180 euro al giorno, un
tossicodipendente in Comunità poco più di 60 euro al giorno. Vorrà dire che queste considerazioni le
parteciperemo al Ministro Severino il prossimo 22 febbraio, nel corso dell’incontro convocato per quella
data” (UilPa)

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