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sabato 17 dicembre 2011

Giustizia: Annuario Statistico Istat; i detenuti sono quasi 68mila, il 36% sono stranieri




Asca, 16 dicembre 2011

Al 31 dicembre 2010 67.961 persone risultano detenute negli istituti di pena, il 4,9% in più rispetto a un anno prima. Si tratta di donne nel 4,6% dei casi, mentre gli stranieri sono il 36,7% del totale. Un detenuto su cinque lavora, in massima parte (85,4%) alle dipendenze dell'Amministrazione penitenziaria. Lo spiega l'Istat che questa mattina ha diffuso i dati dell'annuario statistico.
La capienza regolamentare risulta superata in tutte le regioni italiane, con valori compresi fra i 108 detenuti per 100 posti letto regolamentari del Trentino Alto Adige e i 203 della Puglia. La media nazionale è di 160 detenuti per 100 posti letto, a riprova che l'effetto di svuotamento delle carceri a seguito dell'indulto concesso del 2006 è stato più che compensato da nuovi ingressi o reingressi. Continuano a diminuire i minori nei centri di prima accoglienza: nel 2010 sono 2.253 (-7% rispetto al 2009). Il calo è più rilevante per i ragazzi stranieri, che erano il 57,8% nel 2006 e sono il 36,8% nel 2010. Reati contro il patrimonio (71,4%), violazione della legge sugli stupefacenti (16,2%) e reati contro la persona sono le imputazioni più frequenti.

Si conferma il trend discendente dei reati


Nel 2009 sono stati 2.629.831 i delitti denunciati all'autorità giudiziaria dalle forze di polizia, il 3% in meno rispetto al 2008; prosegue quindi la tendenza alla diminuzione già osservata l'anno precedente. Rilevante è il calo di alcune tipologie di delitti, come le rapine (-21,9%), i sequestri di persona (-18,4%), i tentati omicidi (-17%). Crescono, invece, le denunce per usura (+23,7%) e, in maniera lieve, le violenze sessuali (+1,4%).

In forte crescita le misure alternative alla detenzione


Per la prima volta nell'Annuario vengono presentati i dati relativi ai condannati sottoposti a misure alternative alla detenzione in carcere (affidamento in prova al servizio sociale, semilibertà, detenzione domiciliare, libertà vigilata e controllata, semidetenzione). Alla fine del 2010 risultano in corso 18.435 misure, il 37,4% in più rispetto al 2009. Le misure più utilizzate sono l'affidamento in prova al servizio sociale (47,6%) e la detenzione domiciliare (31,2%). Nell'8,1% dei casi questi provvedimenti vedono coinvolte le donne, nell'11,5% gli stranieri e nel 18,1% persone dipendenti da alcool e droghe.

Cresce la popolazione carceraria, un detenuto su cinque lavora

Al 31 dicembre 2010 67.961 persone risultano detenute negli istituti di pena, il 4,9% in più rispetto a un anno prima. Si tratta di donne nel 4,6% dei casi, mentre gli stranieri sono il 36,7% del totale. Un detenuto su cinque lavora, in massima parte (85,4%) alle dipendenze dell'Amministrazione penitenziaria. La capienza regolamentare risulta superata in tutte le regioni italiane, con valori compresi fra i 108 detenuti per 100 posti letto regolamentari del Trentino Alto Adige e i 203 della Puglia. La media nazionale è di 160 detenuti per 100 posti letto, a riprova che l'effetto di "svuotamento" delle carceri a seguito dell'indulto concesso del 2006 è stato più che compensato da nuovi ingressi o reingressi.
Continuano a diminuire i minori nei centri di prima accoglienza: nel 2010 sono 2.253 (-7% rispetto al 2009). Il calo è più rilevante per i ragazzi stranieri, che erano il 57,8% nel 2006 e sono il 36,8% nel 2010. Reati contro il patrimonio (71,4%), violazione della legge sugli stupefacenti (16,2%) e reati contro la persona sono le imputazioni più frequenti.

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