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giovedì 24 novembre 2011

Roma: il 18 dicembre il Papa incontrerà i detenuti del carcere di Rebibbia



Ansa, 23 novembre 2011

Visiterà la chiesa centrale della casa circondariale dedicata al “Padre nostro” Papa Ratzinger, e qui incontrerà anche i detenuti, mettendosi a disposizione per rispondere a domande e istanze. Poi benedirà un albero piantato in ricordo della visita. La situazione carceraria arriva nell’agenda pontificia.
Ci sarà anche un dialogo con i detenuti durante la visita pastorale che Benedetto XVI farà domenica 18 dicembre alla casa circondariale nuovo complesso di Rebibbia. Alle ore 10, nella chiesa centrale del carcere dedicata al “Padre Nostro”, il Papa incontrerà i detenuti e risponderà alle loro domande, spiega la nota della Prefettura della Casa Pontificia. Prima di lasciare il carcere, alle 11,30, e far ritorno in Vaticano per l'Angelus, il Papa benedirà un albero che sarà piantato a ricordo della visita.
Arriva in agenda pontificia la situazione delle carceri italiane, una situazione più volte denunciata dalle associazioni di solidarietà e dai politici del partito Radicale. Proprio in questi giorni infatti il leader Marco Pannella è tornato a chiedere a gran voce che in Parlamento si voti in favore di un’amnistia nelle carceri italiane, che versano in condizioni sempre più drammatiche. Tra suicidi, assistenza sanitaria disastrata, morti per cause non chiare e overdose, infatti, in appena undici anni nelle carceri italiane sono morti oltre 1.800 detenuti, di cui un terzo per suicidio. Dall'analisi complessiva del "pianeta carcere", inoltre, emerge la fotografia di una situazione di vero e proprio sfascio di legalità. Mentre la popolazione detenuta in Italia è cresciuta negli ultimi dieci anni dell’80 per cento, a fronte di spazi e strutture rimasti sostanzialmente invariati. Il personale anche è insufficiente. Gli assistenti sociali in organico dovrebbero essere 1.630; gli effettivi sono 1.235 (- 395). Gli educatori previsti in organico dovrebbero essere 1.376; gli effettivi sono 588 (- 788). Gli psicologi praticamente non esistono: dei 95 previsti, risultano presenti 4 (- 91). I medici, dei 42 previsti sono presenti 20 (- 22). L’assistenza sanitaria risulta dalle analisi di pessima qualità e il diritto alla salute dei detenuti è rimasto sulla carta, dopo l’assegnazione dell’assistenza sanitaria in carcere alle ASL, che non hanno né i mezzi, né il know how necessario ad operare nei luoghi di restrizione della libertà

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