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martedì 29 novembre 2011

AMNISTIA, TESTA. DETENUTO IGNOTO: PREROGATIVA DEL PARLAMENTO, ORA FORZE AIUTINO NEO MINISTRO SEVERINO




Dichiarazione di Irene Testa Segretario dell'associazione Radicale Il Detenuto Ignoto


E' da salutare perlomeno in maniera neutrale, per ora, l'intervento odierno della neo Ministro della Giustizia Paola Severino in Commissione Giustizia del Senato, rivolto all'illustrazione di misure governative che intende attuare per intervenire concretamente sulla grave e ormai drammatica situazione che insiste sulla realtà delle carceri italiane.
Chiaramente, come indica il Ministro, una soluzione come l'amnistia, sostenuta non solo dai Radicali ma da un ampio arco di forze (da direttori di istituti penitenziari, a importanti associazioni di settore e organizzazioni rappresentative di avvocati e magistrati fino a posizioni istituzionali), quale unico dispositivo in grado ora di ripristinare nella maniera più pronta e più lineare dal punto di vista legislativo-costituzionale quello stato di legalità ora e in maniera reiterata ampiamente violato nel settore della giustizia e delle carceri in Italia, non rientra nelle competenze del Governo, ma deve essere esclusivamente proposta e votata dal Parlamento che la approva con maggioranza doppia. Tanto meno può rientrare, quindi, tra le iniziative di un Ministro di un esecutivo tecnico che non gode di un diretto collegamento con i partiti che siedono nel Parlamento.
Bene, quindi, che il nuovo Guardasigilli, che pur non sostenendo chiaramente questo dispositivo, comunque non ne nega l'opportunità e anzi lo ricorda, si rivolga a illustrare e percorrere le vie a lei consentite e richieste per incidere in una situazione - quella delle carceri - che, al di là di promesse e interventi tampone poco risolutivi, sovente intentati assieme o dopo altri interventi, specie in materia di sicurezza, sciaguratamente peggiorativi, è stata finora, con colpevole inerzia, ignorata da troppi degli scorsi esecutivi.
A maggior ragione, la questione amnistia, è invece tutta nelle mani delle forze politiche, che possono e devono scegliere ora, ma in fretta, se vogliono approfittare di questa occasione per aiutare, sostenere e accompagnare l'azione del neo Ministro con un provvedimento che, alla radice finalmente, possa ripristinare nei tempi più urgenti la legalità costituzionale, nazionale, europea, internazionale della giustizia italiana e della sua appendice carceraria, o se, con la stessa inerzia partitocratica finora sempre adottata, continuare a voler tenere un immane e non più sostenibile peso di illegalità a ogni livello sopra ogni ipotesi di intervento di questo esecutivo e del Ministro Severino in questa materia, fondamentale per lo sviluppo del Paese.

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