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domenica 16 ottobre 2011

Giustizia: Osapp; amministrazione penitenziaria senza futuro, al via le proteste



Ansa, 16 ottobre 2011

“67.500 detenuti sul territorio nazionale in soli 45.529 posti sono qualcosa che non trova più giustificazione e altrettanto non trova giustificazione che per 45.109 unità di polizia penitenziaria in organico ce ne siano in servizio effettivo solo 38.000 di cui 22.000 negli istituti penitenziari per adulti e per minori a diretto contatto con la popolazione detenuta”.
Ad affermarlo è Leo Beneduci segretario generale dell’Osapp (Organizzazione Sindacale Autonoma Polizia Penitenziaria) in una nota indirizzata al Presidente del Consiglio dei Ministri ed al Ministro della Giustizia.
“Purtroppo in questi ultimi mesi non abbiamo constatato né una diminuzione della popolazione detenuta né un aumento del personale di polizia penitenziaria in servizio - prosegue il leader dell’Osapp - ma semmai il contrario, unitamente ad un aumento dei carichi di lavoro e dei rischi per chi lavora in carcere e un gravissimo impoverimento delle risorse economiche, per l’utenza e per il personale”.
Secondo l’Osapp: “le buone intenzioni del Guardasigilli si scontrano con una condizione dell’Amministrazione penitenziaria che appare senza ritorno, se solo si considerano i 150 milioni di debiti per il 2011 e i 250 milioni che nel 2012 sarebbero necessari solo per le attività ordinarie e che allo stato non sono in alcun modo reperibili”.
“Una condizione disastrosa che riverbera persino sulla possibilità di ottenere il personale indispensabile al funzionamento ordinario e minimo del sistema penitenziario, oltre che riguardo all’assunzione dei 1.611 + 1.140 poliziotti penitenziari di cui non si sa più niente, anche nei profili tecnici e amministrativi in cui manca un addetto su tre, invariabilmente sostituito da un poliziotto penitenziario sottratto alle proprie incombenze istituzionali, in attesa di una ulteriore diminuzione di organico del 10% a marzo 2012”.
“Quello sui cui l’attuale Governo e il Ministro Palma dovrebbero aprire una seria riflessione per l’avvio di qualsiasi utile alternativa a partire da quell’Amnistia di cui si fa di tutto per non parlare, è che non c’è più un dipendente penitenziario, dei pochi che ancora reggono, che possa dirsi soddisfatto del proprio lavoro, come ci sono assai pochi detenuti, delle centinaia che concludono la detenzione ogni giorno, che possano ritenersi recuperati alla società da questo sistema penitenziario, come pure la Costituzione imporrebbe - conclude Beneduci - per cui è ora di cambiare registro anche attraverso l’intensificazione della protesta di piazza come l’Osapp, per la polizia penitenziaria, inizierà a fare in ambito nazionale entro la fine del corrente mese di ottobre”.

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