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sabato 15 ottobre 2011

Caso Uva, la sorella Lucia:pubblico ministero non ha fatto nulla



Lettera aperta della sorella dell'artigiano varesino


Roma, 15 ott. (TMNews) - "Sono molto arrabbiata con il pubblico ministero che da tre anni e tre mesi non ha fatto assolutamente nulla per spiegare cosa è successo a Giuseppe Uva nella caserma dei Carabinieri di Varese quella maledetta notte". Così afferma in una lettera aperta diffusa da Ilaria Cucchi, Lucia Uva sorella dell'artigiano varesino, 42 anni, deceduto in ospedale il 14 giugno del 2008.

"Il pm - continua - ha insultato me e la memoria di Giuseppe dicendo ai suoi consulenti che le macchie nei pantaloni erano pomodoro. Oggi sappiamo che era sangue, come io ho sempre sostenuto. Come ho sempre sostenuto che qualcosa di grave era successo in quella caserma. Il pm ha fatto addirittura allusioni sulle abitudini sessuali del povero Giuseppe, che non può più difendersi".

Secondo la famiglia Uva il loro congiunto è stato picchiato nella caserma dei carabinieri, ma la Procura ha da tempo scelto di accusare della morte solo i medici che gli somministrarono dei farmaci in ospedale. Sotto processo, al momento, c'è solo uno dei medici che era in servizio quel giorno al reparto di psichiatria.
Ancora indagata la dottoressa che, secondo l`accusa, suggerì di somministrare un medicinale. Un terzo dottore, invece, è stato assolto in fase di udienza preliminare.

Lucia Uva, sempre rivolgendosi al magistrato della pubblica accusa, spiega: "Ha offeso me, allontanandomi dall'aula mentre si stava parlando della morte di mio fratello, come se la cosa non mi riguardasse. Lanciando un chiaro segnale di ostilità nei miei riguardi. Il pubblico ministero ha detto che quello di Giuseppe Uva è un suo caso personale".

"Mi chiedo. Può esistere una giustizia personalizzata? Mi chiedo.
Come è possibile che un pm possa fare questo senza rendere conto a nessuno? Io pretendo che il mio P.M. non ce l'abbia con me, ma faccia semplicemente il suo dovere. E voglio denunciare a tutte le autorità competenti il comportamento di questo pubblico ministero".

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