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mercoledì 14 settembre 2011

Viterbo: al carcere di Mammagialla 100 detenuti con problemi psichiatrici

www.viterbonews24.it, 14 settembre 2011

“Il carcere di Mammagialla, e di conseguenza tutto il territorio viterbese, è veramente in pericolo”. A lanciare l’ennesimo allarme per la struttura penitenziaria di Viterbo sono Luigi Floris (segretario provinciale del Sappe) e Gennaro Natale (segretario locale dell’Osapp), che addirittura parlano di atti di cannibalismo all’interno del carcere e della presenza di 100 detenuti psichiatrici.
“Sappiamo da fonti certe che succede di tutto - hanno dichiarato i due - come atti di cannibalismo (sembrerebbe di alcuni giorni fa il gesto di un detenuto che dopo essersi tagliato i lobi delle orecchie pare che li abbia mangiati in segno di protesta all’enorme affollamento) e assegnazioni sconsiderate (ci segnalano il caso di un detenuto assegnato da Roma nonostante la presenza nell’istituto, del fratello di colui che lui stesso ha ucciso all’inizio del 2011, praticamente quasi impossibile evitare un altro omicidio; solo l’attenta e professionale azione del locale reparto di polizia penitenziaria ha potuto evidenziare il fatto e scongiurare il peggio)”.
I due raccontano anche di un episodio accaduto recentemente: “Un detenuto con gravi patologie psichiatriche (tanto che sembrerebbe inopportuna la sua detenzione in carcere anche secondo i medici) che nel carcere di Civitavecchia si è tagliato la gola cercando di uccidersi, è stato ricoverato al reparto di medicina protetta di Belcolle, piantonato a vista da un ausiliario della Asl, in attesa di essere mandato alla sezione di osservazione psichiatrica a Roma, è stato dimesso dall’ospedale e assegnato al carcere di Viterbo - spiegano i due rappresentanti sindacali. Il detenuto è stato dimesso dall’ospedale perché ingestibile in un reparto di medicina protetta, figuriamoci nell’ambito di un istituto che vede la presenza di 750 detenuti, sezioni super affollate, carenza di personale a tutti i livelli e mancanza di un servizio psichiatrico continuativo su tutte le 24 ore. Nel famoso gioco dello “scarica barile” non permetteremo che a rimetterci siano i colleghi che ogni giorno con sacrificio assicurano allo stato un servizio fondamentale”.
“Ci hanno fatto passare l’estate senza un direttore titolare, sovraffollati come pochi altri in tutto il territorio nazionale, senza personale, senza adeguati livelli di professionalità specialistiche (solo tre psichiatri per 750 detenuti di cui oltre 100 con patologie psichiatriche), senza mezzi per contrastare le criticità - aggiungono -. Abbiamo circa 100 detenuti psichiatrici di cui 20 definiti “acuti”. La loro gestione è pressoché impossibile in ambiente penitenziario, addirittura alcuni di loro andrebbero contenuti con dei mezzi di coercizione. Nonostante ciò continuano ad assegnare detenuti con patologie psichiatriche”.
“Non è un problema solamente penitenziario, ma territoriale, di sicurezza - continuano. A fronte di una capienza di 150 detenuti Alta Sicurezza (per chi non conosce le dinamiche penitenziarie si tratta di boss mafiosi di secondo livello, killer assoldati dai clan mafiosi, ex 41 bis e comunque figure che compaiono nell’ambito delle associazioni mafiose) il dipartimento centrale ne ha assegnati ben 175. Nei giorni più caldi dell’anno, in piena emergenza, nella sezione isolamento si sono trovati costantemente circa 18-20 Alta Sicurezza su 26 posti disponibili. Avvengono commistioni tra detenuti comuni ed Alta Sicurezza tanto da, appunto, compromettere l’intera sicurezza del territorio”.
“Più volte abbiamo segnalato la problematica agli uffici centrali senza successo - incalzano Floris e Natale. Una situazione tale da dover sospendere le punizioni dei detenuti comuni per mancanza di posti nella sezione isolamento. Gli stessi detenuti Alta Sicurezza, ristretti loro malgrado e senza aver commesso alcuna infrazione, nelle celle dell’isolamento con i disagi che ciò comporta. L’ordine e la sicurezza interna risultano compromessi, tanto che per garantire l’ora d’aria ai detenuti Alta Sicurezza il personale di Polizia è costretto ad accompagnare, a piccoli gruppi, i detenuti nei cortili che si trovano dall’altra parte dell’istituto. Le sanzioni dell’isolamento, per i detenuti comuni, sono praticamente sospese per mancanza di posti; viceversa i detenuti Alta Sicurezza appoggiati nella sezione soffrono l’isolamento senza aver commesso nessun fatto di rilievo disciplinare”.
“Il dipartimento considera il carcere di Viterbo un vero e proprio immondezzaio, dove scaricare tutte le criticità di livello regionale. È ora che qualcuno prenda coscienza di ciò e faccia sentire la propria voce, il proprio dissenso. Nei mesi scorsi siamo stati ricevuti dal Prefetto di Viterbo, Antonella Scolamiero la quale ha dimostrato una particolare sensibilità al problema, ma è l’unica e non ha tanti poteri nel merito. Tutte le figure istituzionali, a parte le occasioni che sono di mera passerella mediatica, sono completamente assenti - concludono i due rappresentanti -. Anche per questo annunciamo una manifestazione davanti all’istituto di Viterbo per il giorno 19 settembre unitamente ad altre sigle sindacali”

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