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mercoledì 14 settembre 2011

Stati Uniti: la Corte Suprema e il sistema carcerario della California

di Tim Lynch*

Notizie Radicali, 14 settembre 2011

Questa mattina [23 maggio 2011] la Corte Suprema ha emesso un’importante sentenza riguardante il sistema carcerario della California. A causa di anni di dilagante sovraffollamento, ci sono state sistematiche violazioni del divieto costituzionale di ricorrere a punizioni crudeli e insolite. Per rimediare a queste violazioni, la Corte ha confermato la decisione di una corte inferiore di ridurre la popolazione carceraria.
Non sono rimasto sorpreso nell’apprendere che il giudice Anthony Kennedy ha redatto il parere di maggioranza in questo caso, Brown contro Plata. In un discorso all’American Bar Association e del 2003 (ristampato nel mio libro In the Name of Justice), Kennedy provò a suscitare una maggiore consapevolezza a proposito del sistema carcerario americano. Sottolineò che ogni cittadino dovrebbe interessarsi al sistema carcerario - non è solo il regno del personale addetto. Ecco un estratto del discorso di Kennedy:
La materia [delle carceri] è motivo di preoccupazione e responsabilità di ogni membro della professione [legale] e di ogni cittadino. Questo è il vostro sistema di giustizia; queste sono le vostre carceri. … [Noi] dovremmo sapere cosa accade dopo che il detenuto viene portato via. Certo, il detenuto ha violato il contratto sociale; certo, deve essere punito per difendere la legge, riconoscere la sofferenza della vittima e scoraggiare futuri crimini. Tuttavia, il detenuto è una persona; tuttavia, lui o lei è parte della famiglia dell’umanità.
Se noi entrassimo nel mondo nascosto della punizione, dovremmo restare sconcertati di fronte a ciò che vedremmo. Considerate la sua dimensione. La popolazione nazionale reclusa ammonta oggi a circa 2,1 milioni di persone. In California … questo stato da solo tiene oltre 160.000 persone dietro le sbarre. In paesi come l’Inghilterra, l’Italia, la Francia e la Germania il tasso di incarcerazione è pari a 1 persona su 1.000. Negli Stati Uniti è circa 1 su 143.
I numeri sono solo l’inizio della storia. Non partite dal presupposto che il governo abbia le strutture per ospitare i detenuti che vengono condannati. La California ne sta ospitando molto oltre la capacità prevista delle sue carceri - il doppio. Ha cioè progettato un sistema per 80.000 persone ma ne ha ammassate 160.000 nelle carceri. Il puro e semplice numero di reclusi ha sopraffatto le strutture e il personale. Il parere di Kennedy descrive in dettaglio le pessime condizioni del sistema, ma io ne menzionerò solo alcune: in un carcere, 54 uomini condividono un solo bagno; il personale medico talvolta utilizza ripostigli e magazzini come corsie, prive di adeguata areazione; i lettini non vengono disinfettati dopo essere stati usati da detenuti affetti da malattie contagiose; uomini tenuti per ore e ore in gabbie delle dimensioni di una cabina telefonica e senza servizi igienici; il sistema carcerario della California registra in media un suicidio alla settimana (80% in più della media nazionale); uomini con problemi medici lasciati morire senza cure. Questi non sono malati di cancro. Queste sono morti evitabili. Ad esempio, un uomo con il mal di stomaco rimane cinque settimane senza cure e muore.
Un funzionario texano ha visitato le strutture della California e ha dichiarato che, pur essendo nel settore da trentacinque anni, è rimasto sgomento. Non aveva ‘mai visto niente di similè.
I quattro giudici conservatori - Scalia, Thomas, Roberts e Alito - si sono espressi in dissenso dalla sentenza. Scalia ha dichiarato che l’esito è stato assurdo - forse la sentenza più radicale emessa da una corte nella storia della nostra nazione.
Il giudice Alito ha detto che la Costituzione impone un’importante - ma limitata - restrizione all’autorità degli stati nel settore [delle carceri]. L’ottavo emendamento vieta ai funzionari delle carceri di privare i detenuti delle ‘condizioni minime di vita civile. I conservatori ammettono, com’è ovvio, che il sistema carcerario della California è davvero pessimo, ma argomentano che non è ancora così terribile da giustificare un intervento giudiziario e un ordinanza di riduzione della popolazione. Kennedy e i liberal della maggioranza (Breyer, Ginsburg, Sotomayor e Kagan) sostengono in modo convincente che i politici e gli amministratori della California hanno avuto ogni opportunità per affrontare i problemi del sistema, ma li hanno lasciati aggravare anno dopo anno.

* Tim Lynch è direttore del progetto di ricerca sulla giustizia criminale del Cato Institute. Autore di numerosi articoli apparsi sui principali quotidiani americani, ha anche curato le raccolte di saggi In the Name of Justice: Leading Experts Reexamine the Classic Article “The Aims of the Criminal Law” e After Prohibition: An Adult Approach to Drug Policies in the 21st Century.

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