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mercoledì 14 settembre 2011

Messina: l’uomo suicida all’Opg di Barcellona era reduce da 7 proroghe della misura

Gazzetta del Sud, 14 settembre 2011

Era reduce da sette proroghe della misura di sicurezza l’uomo di 46 anni morto suicida domenica scorsa all’Opg di Barcellona. Originario di Cremona, M.S. era stato internato dal 2006 al 2008, e successivamente accolto in licenza finale presso la Comunità di San Colombano al Lambro, dalla quale però si era allontanato finendo nuovamente all’Opg di Barcellona. Qui vi è rimasto, di proroga in proroga, fino all’altro ieri. Qualche tempo fa era stato ospite della Casa di solidarietà e accoglienza di padre Pippo Insana in licenza d’esperimento.
“Si era mostrato sereno, collaborativo e d’iniziativa”, racconta con rammarico padre Pippo. Aveva in cuore la libertà. Ad agosto sarebbe stato libero e si sarebbe nuovamente avvicinato alla madre. Ma il magistrato di sorveglianza di Messina, pur in presenza di una relazione positiva dell’Opg, aveva rinnovato la proroga di ulteriori sei mesi perché i Centri psichiatrici sociali e i Sert di Cremona non avevano prodotto alcun progetto riabilitativo personalizzato.
Provo molta rabbia per quello che è successo - prosegue padre Pippo. Purtroppo la Lombardia è totalmente assente, e i Cps si giustificano sostenendo di non avere posto in comunità o risorse finanziarie. In realtà manca il lavoro di coordinamento e non vengono rispettati i bacini d’utenza. Il posto di M.S. sarebbe stato a Castiglione delle Stiviere, non Barcellona”.
Attualmente all’Opg “Madia” su 173 internati definitivi ben 118 sono in proroga della misura di sicurezza. Dopo il sequestro e lo sgombero del primo reparto disposto dalla Commissione parlamentare d’inchiesta sull’efficacia e l’efficienza del servizio sanitario nazionale al “Madia” le presenze complessive si sono ridotte a 314, comunque ben oltre la capienza massima di 250. Adesso gli Opg, compreso il “Madia”, avranno ulteriori 5 mesi per rivedere e adeguare i locali agli standard ospedalieri nazionali e regionali, pena il sequestro e la chiusura. Un obiettivo che in Sicilia, dove la Regione non ha ancora recepito il decreto della Presidenza del consiglio dei miistriche prevede il passaggio dell’assistenza sanitaria dall’amministrazione penitenziaria alla Sanità, non sarà attuabile. Ragion per cui, come auspicato dalla Commissione nella “Relazione sulle condizioni di vita e di cura all’interno degli Opg” rassegnata il mese scorso al Senato, occorre che il Parlamento si attivi con urgenza per formulare un disegno di legge di riforma della psichiatria giudiziaria, seguendo magari le linee guida proposte dalla stessa Commissione.
È quanto chiede anche il Comitato promotore della campagna “Stop Opg”, che si è riunito a Roma lo scorso 8 Settembre. Soluzioni alternative esistono e vanno incentivate. Ne sono prova la Comunità Salpietro di Oreto, il progetto “Luce e libertà” e l’attività costante della Casa di solidarietà di padre Pippo, che accoglie i definitivi e, in collaborazione con i Gip, i soggetti in misura di sicurezza provvisoria, garantendone in comunità la cura e il contenimento della pericolosità.

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