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venerdì 23 settembre 2011

I Radicali non mollano: “Amnistia!”

GIOVEDÌ 22 SETTEMBRE 2011 19:40
IRENE FUSCO

Sit-in per l’Amnistia ieri, 21 settembre, a Piazza Navona, organizzato dai Radicali e dall’associazioneIl Detenuto Ignoto, in occasione del dibattito in Senato sul tema della giustizia e delle carceri: una convocazione straordinaria, ottenuta su iniziativa dei Radicali con le firme di quasi 150 senatori.

Molti gli interventi, intervallati da momenti di musica, mentre si annuncia che il dibattito in Senato proseguirà fino a martedi pomeriggio e mentre giunge la notizia di un ennesimo suicidio in carcere: un Serbo di 47 anni detenuto nel carcere di Como.

Tra i molti intervenuti, ad animare un intenso dibattito, anche l’attore Ascanio Celestini e Don Sandro, cappellano del carcere di Rebibbia. A concludere, gli interventi di Emma Bonino e Marco Pannella. Tutti convinti nell’affermare che il problema della giustizia è un’emergenza e non può più essere sottaciuto. Sono 28.300, il 42% dei detenuti, le persone presunte innocenti in carcere senza cioè che vi sia stata alcuna condanna penale. Per non parlare del sovraffollamento delle carceri e del numero crescente e allarmante di suicidi che si verificano nella solitudine e nello squallore di condizioni disumane.

Credo che questo che stiamo vivendo un po’ sia un inferno. Lo dico io, che sono prete da 46 anni” – afferma don Sandro – “In carcere ci sono quasi tutte persone povere, provenienti da situazioni di emarginazione sociale. Che giustizia è quella che si accanisce contro i più deboli!”.

Amnistia non come atto di clemenza o di buonismo – afferma successivamente Emma Bonino –ma come strumento di governo di una situazione che è sotto gli occhi di tutti. Non solo per svuotare le carceri, ma anche le scrivanie di magistrati e avvocati”. Di sovraffollamento della giustizia più che delle carceri parla anche Marco Pannella, che afferma con toni duri: “Sono più di trent’anni che chiediamo l’amnistia per impedire che si arrivasse al punto di oggi”. E ancora: “Sono ormai sessant’anni di antidemocrazia, di tradimento della legge, di regime. Tutti i senatori intervenuti oggi non vogliono nemmeno negoziare, né pro, né contro l’amnistia. Intanto continua a perpetrarsi questa violenza di stato! Abbiamo carceri che sono nuclei di Shoah! È un assassinio di giustizia, di diritti, di persone!”.

All’Onorevole Emma Bonino chiediamo:

Se l’amnistia non riuscirà a passare, come intendete procedere?Mah, noi radicalmente parlando, in modo cocciuto, andremo avanti per la strada che riteniamo più ragionevole. Perché tutto il resto l’ho già sentito, sono anni che lo sento che bisogna riformare il codice, riformare la Bossi-Fini, la Bossi-Giovanardi, la decarcerizzazione…E invece sta andando sempre peggio. Tutte le volte ci si inventa un reato: la clandestinità, ecc. Quindi è chiaro che è una situazione che già è fuori controllo, completamente illegale, cioè tecnicamente noi viviamo in uno Stato delinquente, perché chi viola la legge delinque, a me questo hanno insegnato. Quindi credo che starà ad altri la responsabilità, che devono assumere, magari di fare altro. Per quanto ci riguarda non molliamo su questo”.

Dall’opposizione cosa vi aspettate? “Beh, anche dall’opposizione si segue l’agenda decisa da altri, oggi sono i Bossi, poi sono le intercettazioni…E sotto questi miasmi insopportabili in realtà vengono nascosti sotto il tappeto i problemi veri del Paese, quelli della legalità, del rilancio economico, dei giovani, delle donne, ma soprattutto quello della legalità. Perché se qui vige il senso che si fa una legge e poi tanto la si viola, possono fare tutte le riforme che vogliono, ma se non cambia questo modus vivendi, non ci credo più”.

Lamentate di non aver avuto spazio dalla stampaBeh, basta leggere i giornali: è patetico. Questo è un regime, di cui poi la stampa fa parte. Un regime è fatto di tanti pilastri: c’è il potere esecutivo, il potere politico, il potere mediatico. È un regime quello che riesce ad affastellarli tutti.

Ci avviciniamo poi all’onorevole Pannella, che però ci tiene subito a precisare che non ha intenzione di rispondere ad alcuna domanda.

Onorevole, ma vi siete appena lamentati della mancanza di interesse da parte della stampa alle tematiche e ai dibattiti da voi sollevatiSì ma parlo tutto il giorno! – dice indicando la postazione di Radio Radicale – Avete di che scrivere. Parlo per ore gratis! Per rispondere a delle domande voglio essere pagato”. E così chiude la sua risposta. Una battuta di cui forse non abbiamo colto l’ironia. Ma che per dovere di cronaca e in onor del vero vogliamo riportare, come qualsiasi altra risposta.

Ai lettori l’ardua sentenza!

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