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domenica 26 giugno 2011

Giornata per le vittime della tortura, i Radicali in piazza per i morti in carcere





A Piazza Navona sotto un cappio si ricordano gli ottocento detenuti morti dal 2002 a oggi



)ROMA - Un cappio a Piazza Navona . In occasione della Giornata internazionale Onu contro la tortura, i radicali hanno ricordato così «la tragedia degli ottocento morti in carcere dal 2002 a oggi, per denunciare le condizioni di tortura a cui sono quotidianamente sottoposte le migliaia di reclusi negli istituti di pena italiani». La manifestazione, promossa dal Gruppo Carceri di Radicali Italiani, si svolge sotto una forca e vede la partecipazione, tra gli altri, della deputata Radicale Rita Bernardini, del segretario di Radicali Italiani Mario Staderini, di Irene Testa, segretaria de Il Detenuto Ignoto, di Sergio D'Elia, segretario di Nessuno Tocchi Caino, di Marco Cappato, segretario dell'Associazione Luca Coscioni.





TORTURA: RADICALI,840 NECROLOGI DI DETENUTI A PIAZZA NAVONA


(V. TORTURA: RADICALI, IN PIAZZA NAVONA...' DELLE 9.35) (ANSA) - ROMA, 26 GIU - Ottocentoquaranta necrologi di persone morte incarcere dal 2002 ad oggi letti al centro di piazza Navona. Questol'iniziativa che i RADICALI Italiani hanno messo in campo questamattina in una delle principali piazze capitoline, in occasione dellagiornata internazionale dell'Onu contro la tortura. E' andata cosi' inscena la 'tragedia di centinaia di detenuti defunti dietro le sbarre persuicidio, malattia o cause ancora da accertare'.
Circa 200 persone vestite di bianco, sotto una forca allestita perl'occasione, hanno letto a turno il necrologio degli 840 morti nellecarceri italiane dal 2002, con nome e cognome e relativo istitutopenitenziario. Tra i partecipanti la deputata radicale Rita Bernardini che ha parlato della 'tortura quotidiana a cui sono sottoposte centinaiae centinaia di persone in carcere'.
'Abbiamo cercato con questa iniziativa - ha spiegato Irene Testa,coordinatrice del Gruppo carceri dei RADICALI italiani e segretaria delDetenuto Ignoto - di dare un nome e un volto a quello che finora eranosolo numeri. Sollecitiamo le istituzioni a prendere provvedimenti urgentidi fronte a quella che e' una vera e propria emergenza. Da oltre duemesi - ha concluso - chiediamo un provvedimento di amnistia e lofacciamo con lo sciopero della fame e, come Marco Pannella, anchecon quello della sete'.(ANSA).

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