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mercoledì 25 maggio 2011

Sassari: detenuti in sciopero della fame anche a San Sebastiano

La Nuova Sardegna, 25 maggio 2011

Si allarga la protesta nelle carceri per chiedere che venga varato un provvedimento di amnistia. Anche a San Sebastiano diversi detenuti hanno annunciato lo sciopero della fame che ormai ha coinvolto una ventina di penitenziari di tutta Italia.
I detenuti del carcere sassarese hanno dimostrato sempre particolare sensibilità alle iniziative che hanno come obiettivo quello di migliorare la qualità della vita all’interno dei penitenziari e sostenere una “giustizia giusta”.
San Sebastiano è una delle strutture carcerarie peggiori, soprattutto per le condizioni strutturali: una situazione denunciata da molti anni ma senza risultati. Visite di delegazioni di parlamentari e di altri rappresentanti istituzionali non hanno cambiato - se non in maniera lieve - la situazione. E neppure le denunce e le richieste di chiusura hanno prodotto gli effetti sperati. La dismissione della casa circondariale di via Roma, in effetti, passa per l’entrata in funzione del nuovo carcere di Bancali, dove i lavori non sono ancora terminati.
Da ieri anche l’associazione “Antigone” ha aderito allo sciopero della fame che - tra l’altro - da 33 giorni vede in prima linea anche Marco Pannella. “Aderisco per la giustizia sostanziale, perché la giustizia formale ha fallito”: così ieri Patrizio Gonnella, presidente di Antigone. Le carceri scoppiano: sono 68mila i detenuti ristretti in 44mila posti letto, in condizioni igieniche e sanitarie davvero difficili.
“Condizioni di vita intollerabili - ha spiegato Gonnella - per un paese democratico. E di fronte a tutto ciò è necessario un atto di giustizia sostanziale. Per questo è importante che vi sia l’adesione da parte dei detenuti. Amnistia è una parola che deve fare ricordare a tutti che nelle galere ci sono persone i cui diritti umani sono profondamente violati”. Il fronte si sta allargando, sono ormai migliaia i detenuti in sciopero della fame.

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