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domenica 8 maggio 2011

Giustizia: meno fondi disponibili per il lavoro in carcere, diminuiscono i detenuti occupati

Adnkronos, 8 maggio 2011

Aumenta il numero dei detenuti ma diminuisce quello di coloro che lavorano. La causa, il budget insufficiente sia per le retribuzioni che per coprire i benefici fiscali previsti dalla cosiddetta legge Smuraglia. A sottolinearlo è la relazione sull’attuazione delle norme relative al lavoro dei detenuti, relativa al 2010, trasmessa al Parlamento dal ministero della Giustizia.
Al dicembre 2010 i detenuti lavoranti arano 14.171, pari al 20,85% dei presenti (67.961), rispetto ai 14.271 dell’anno precedente, pari al 22,03 dei presenti (64.791). “A fronte di un consistente aumento della popolazione detenuta - nota il documento di via Arenula - non è stato possibile, da parte dell’amministrazione penitenziaria, rispondere con un uguale aumento dei detenuti lavoranti.

l budget largamente insufficiente assegnato” per la loro remunerazione “ha condizionato in modo particolare le attività lavorative necessarie per la gestione quotidiana dell’istituto penitenziario (servizi di pulizia, cucina, manutenzione ordinaria del fabbricato ecc.) incidendo negativamente sulla qualità della vita all’interno dei penitenziari”.
Nel 2010 il budget è stato di 54 milioni, 215 mila 128 euro, del 12,49% superiore rispetto a quello del 2009, ma tolti gli oneri per Inail, Inps e Agenzia delle Entrate, la disponibilità economica per le retribuzioni è scesa a 49 milioni, 965 mila 319 euro. E per il 2011 il budget complessivo diminuirà, scendendo a 49 milioni, 664 mila, 207 euro.
Anche il numero dei detenuti lavoranti addetti ai servizi di istituto -nota ancora la relazione ministeriale- è diminuito, passando dagli 11.107 del 2009 ai 10.803 del 2010. Si è invece riusciti ad aumentare il numero degli addetti alle lavorazioni industriali, da 582 a 609, grazie alle numerose commesse concesse per la realizzazione delle suppellettili necessarie all’arredamento delle nuove sezioni detentive di prossima apertura (letti, armadietti, sedie, coperte ecc.).

Per quanto riguarda i detenuti lavoranti non alle dipendenze dell’amministrazione penitenziaria, la cosiddetta legge Smuraglia, “che definisce le misure di vantaggio per le cooperative sociali e le imprese che vogliano assumere detenuti e che aveva aperto prospettive di sicuro interesse per il lavoro penitenziario, non potrà produrre ulteriori incentivi all’assunzione di soggetti in stato di reclusione, essendo esaurito il budget a disposizione per la copertura dei benefici fiscali”.
Il numero di assunti da imprese e cooperative, all’interno degli istituti o ammessi al lavoro esterno e semiliberi è comunque cresciuto, passando da 1.895 del 2009 a 2.061 del 2010.
“Particolarmente significative - afferma il ministero della Giustizia - sono le esperienze in atto presso gli istituti di Padova, Milano Bollate, Torino, Monza e Massa dove è forte la presenza di imprenditori che hanno assunto un significativo numero di detenuti per attività lavorative organizzate all’interno degli istituti”.

Importante ed efficace in questo contesto, nota la relazione ministeriale, è “la stretta collaborazione” tra l’amministrazione penitenziaria e la Confcooperative Federsolidarietà, e in particolare il Consorzio di cooperative sociali Cgm, con cui è stato siglato un protocollo d’intesa per favorire lo sviluppo di opportunità lavorative per i detenuti. L’amministrazione penitenziaria ha poi posto in essere interventi nel settore delle bonifiche agrarie, per creare nuove e specifiche realtà agricole in istituti con le caratteristiche necessarie per ospitare questo tipo di attività. Si tratta di iniziative che spaziano dall’orticoltura biologica alla frutticoltura in serra, dall’allevamento dei conigli alla floricoltura, all’itticoltura e all’apicoltura. Settore, quest’ultimo, che ha potuto contare sui fondi comunitari per la realizzazione di corsi professionali per circa 200 detenuti.

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