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venerdì 13 maggio 2011

CARCERI. DETENUTO IGNOTO: 67 MILA DETENUTI, SENZA INDULTO ORA SAREBBERO PIU' DI CENTOMILA.

Da Ministro nessuna soluzione, solo vanagloria

Dichiarazione di Irene Testa Segretario Associazione Detenuto Ignoto

Il Ministro Alfano dica pure quello che vuole rivolgendosi agli agenti di Polizia penitenziaria oggi in occasione del 194esimo anniversario della fondazione del Corpo, ma è chiaro che se si riesce ancora, tra incredibili difficoltà e sofferenze e nella completa illegalità di sistema a custodire i detenuti lo si deve invece proprio al provvedimento di indulto concesso nel 2006, senza il quale ora i detenuti sarebbero ben più degli attuali 67mila, probabilmente oltre i 100 mila a fronte di una capienza legale di 43mila.
Se poi il ministro è capace anche di vantarsi di come siano al giorno d'oggi stipate e pronte a scoppiare le carceri, e di quanto male è costretto a lavorarci il troppo poco personale, tanto che, oltre a quello dei detenuti, si registra un sempre più alto tasso di suicidi proprio fra gli agenti di Polizia penitenziaria, allora è chiaro che l'intero sistema è in mano a persone che non esitano a strumentalizzare a proprio vantaggio ogni duro sacrificio che stoicamente è compiuto da questi reali servitori della collettività.
Nessuna concreta ipotesi di soluzione si è ancora mai avuta sul grave problema delle carceri sovraffollate e dell'insufficienza di organico degli agenti da parte del governo, solo promesse impraticate e impraticabili e atteggiamenti pilateschi, mentre si registra la galoppante rincorsa alla carcerazione quale unico strumento per soddisfare gli appetiti populisti e falsamente sicuritari di certe aree politiche. Di questo passo le cose non faranno che peggiorare, ma questo per il Ministro Alfano lungi dall'essere motivo di preoccupazione, riesce a trasformarsi in vanto.

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