L'Associazione Il Detenuto Ignoto nasce con l'intento di affermare e promuovere i diritti dei cittadini detenuti, in attuazione di quanto disposto dall'articolo 27 della Costituzione italiana. Il Detenuto Ignoto in questi anni è stata animatrice di importanti iniziative, attraverso lo studio delle realtà e delle politiche del sistema penitenziario italiano, la consulenza e la produzione legislativa, il coordinamento di comitati, l'organizzazione di seminari, convegni, eventi e manifestazioni.

COME CONTATTARE L'ASSOCIAZIONE:

email: Info@DetenutoIgnoto.com


Via di Torre Argentina 76, presso Partito Radicale 00186 Roma





sabato 23 aprile 2011

Giustizia: Fabio Tranchina tenta il suicidio e parla al Gip; pressioni da Dia per farmi collaborare


La Repubblica, 23 aprile 2011


Doppio tentativo di suicidio per Fabio Tranchina, il fedelissimo dei Graviano, fermato nei giorni scorsi a Palermo dagli uomini della Direzione investigativa antimafia e accusato di aver avuto un ruolo nella strage di via D’Amelio. In seguito al tentato suicidio é stato posticipato di due ore l’interrogatorio del mafioso palermitano che si sarebbe dovuto svolgere nel carcere Pagliarelli ad opera del gip Piergiorgio Morosini. L’uomo si è poi avvalso della facoltà di non rispondere.
Tranchina, ha parlato lo scorso 16 aprile con i magistrati di Firenze dicendo che i Graviano, nonostante fossero stati arrestati nel 1994, sarebbero ancora in grado di decidere le gerarchie della mafia a Brancaccio. Il gip Piergiorgio Morosini ha convalidato il fermo per Fabio Tranchina, anche se non si è ancora pronunciato sul tipo di misura di custodia cautelare da adottare. Per ora Tranchina non si è sottoposto all’interrogatorio avvalendosi della facoltà di non rispondere ma, facendo spontanee dichiarazioni, ha raccontato la sua versione dei fatti e le presunte pressioni della Dia per farlo collaborare con la giustizia.
Il suo legale, l’avvocato Tommaso Scanio, ha presentato una denuncia per sequestro di persona fatta dalla moglie del mafioso. “Il 16 aprile”, ha detto l’avvocato, “la donna, dopo averlo visto andare via con gli uomini della Dia, non ha più avuto notizie del marito e dopo varie telefonate a carabinieri e polizia ha sporto denuncia”. L’avvocato ha anche consegnato al gip i biglietti aerei per Firenze, tra cui anche quelli del legale e della moglie che poi hanno raggiunto Tranchina a Firenze dove l’indagato si era recato per parlare con i pm. “Inoltre”, ha detto l’avvocato Giovanni Castronovo, altro legale di Tranchina, “il mio assistito ha fatto presente al giudice di non aver potuto chiamare la moglie o altre persone mentre veniva portato negli uffici della procura in Toscana”.
Intanto, l’improvvisa rinuncia a pentirsi da parte di Tranchina, ha fatto saltare il programma dei pm di Caltanissetta, Palermo e Firenze di sentirlo in un interrogatorio congiunto. Le tre procure, secondo quanto appreso, avevano intenzione di organizzare l’incontro nei prossimi tempi ma sono state costrette a cancellare l’iniziativa dopo il dietrofront imprevisto maturato domenica scorsa a Firenze. Tranchina sembrava intenzionato a collaborare coi magistrati di Firenze, ma a seguito dell’intervento della moglie - sorella del boss fedele ai Graviano, Cesare Lupo - e di un cognato che domenica lo hanno raggiunto da Palermo, ha rinunciato a proseguire la collaborazione appena iniziata con un’audizione tenuta sabato notte nell’aula bunker di Firenze.

Nessun commento:

Si è verificato un errore nel gadget