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lunedì 21 marzo 2011

Lettere: l’ospedale psichiatrico giudiziario, una realtà dimenticata


Ristretti Orizzonti, 21 marzo 2011

Antonella Lettieri Consulente psicologa-psicoterapeuta c/o Ospedale Psichiatrico Giudiziario Montelupo Fiorentino

In merito agli ultimi articoli pubblicati sulla stampa sulle condizioni degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari si impongono alcune riflessioni.
Sono una specialista che lavora, in qualità di psicologa, da oltre un decennio presso l’Opg di Montelupo Fiorentino, uno degli Istituti, oggetto d’indagine, da parte della Commissione d’inchiesta del Senato, presieduta dal Senatore Marino.
Oggi si assiste ad un’attenzione mediatica verso questa realtà finora dimenticata e abbandonata da tutte le istituzioni. Ben vengano pertanto le commissioni di inchiesta, ben venga l’indignazione per le condizioni “disumane in cui vivono i pazienti degli Opg... “per gli “ambienti fatiscenti ed insalubri degli istituti” ma ciò che mi offende come cittadina e come curante è il silenzio e la cinica indifferenza che, negli anni, tutti gli orientamenti politici, senza distinzione di colore, hanno manifestato nei confronti di questa drammatica realtà.
Noi operatori non siamo complici né conniventi di tale degrado, ma lo subiamo insieme ai nostri. Per una corretta informazione vorrei sottolineare che in questi anni di “rimozione collettiva”, abbiamo chiesto aiuto e segnalato, agli organi competenti, le condizioni fatiscenti dei reparti dove sono ospitati i pazienti e dove noi siamo costretti a lavorare.
Dov’era il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria e il Ministero della Giustizia quando abbiamo denunciato il sovraffollamento e il degrado della struttura? E che dire delle continue sottrazioni di stanziamenti economici?
Nonostante le condizioni avverse in cui ci troviamo ad operare, abbiamo sviluppato nel tempo una sorta di “resilienza” che ci ha consentito di garantire interventi terapeutici e riabilitativi, anche quando le risorse (umane e non) a nostra disposizione, erano al di sotto della soglia di tollerabilità. Solo facendo appello all’etica professionale e alla passione individuale è possibile avviare piani terapeutici che favoriscono la dimissione di un numero sempre più crescente di pazienti restituendoli al territorio di origine da cui sono stati espulsi.
Dall’inchiesta emerge che un solo Opg supera la prova: il Nosocomio di Castiglione delle Stiviere, unico in Italia ad essere un Ospedale Civile, a tutti gli effetti, con personale sanitario e specialistico adeguato agli standard previsti e, con un budget doppio rispetto a quello riservato agli altri Opg!
È ovvio ed è quasi imbarazzante affermarlo: “se si hanno a disposizione risorse adeguate e si adoperano per offrire servizi di qualità” tali strutture possono trasformarsi in veri luoghi di cura e di riabilitazione, così come prevede il mandato istituzionale.
Oggi auspico che la commissione d’inchiesta, nel portare avanti questa indagine, non si limiti solo a rilevare le carenze e a scandalizzarsi, ma si adoperi concretamente nel restituire dignità ai pazienti e rispetto per chi ci lavora. Individui i veri responsabili di tale incuria ed abbandono ed abbia anche il coraggio di chiedere scusa innanzitutto ai pazienti, ai loro familiari e agli operatori per tutto ciò che la politica non ha fatto in questi ultimi trent’anni! E se il senatore Marino lamenta di passare notti insonni dopo essere “sceso nell’inferno degli Opg italiani” sappia che noi operatori quello inferno lo viviamo ogni giorno accanto ai nostri pazienti.

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