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mercoledì 2 marzo 2011

Bambini in carcere. Per la festa delle donne si approverà il nulla

Dichiarazione dei Senatori radicali Donatella Poretti e Marco Perduca, e della Segretaria dell'Associazione Il Detenuto Ignoto, Irene Testa


Il testo unificato sulle detenute madri appena giunto dalla Camera, oggi è già passato all'esame della Commissione giustiza al Senato e già per martedì prossimo approderà in Aula. Una fretta assolutamente inopportuna, quella - anche stavolta bipartisan - di voler presentare in Aula il provvedimento forse 'simbolicamente' per l'8 marzo, giorno della festa delle donne, che, nonostante i toni trionfalistici espressi oggi in Commissione dalla sottosegretaria Alberti Casellati, certamente concorrerà a vedere approvato per quella data simbolica poco più che il nulla.

Il testo, così come si presenta oggi, infatti, non introduce grandi novità rispetto alla normativa attuale, per via delle modifiche restrittive al testo originario che rischiano di vanificarne i contenuti innovativi e lasciare più o meno invariato il numero di bambini incarcerati con le loro mamme, motivi per cui già alla Camera i Radicali hanno rinunciato a esprimere il proprio voto sul provvedimento.

A questo punto si sarebbe auspicata un'analisi più approfondita del provvedimento, ma per la gran fretta di celebrarne l'approvazione salta ogni ipotesi di audizione degli operatori sociali impegnati ad alleviare la triste condizione dei bambini in carcere, per esempio, come ogni riflessione che sottende alla presentazione di emendamenti migliorativi. Per questo, anche al Senato la delegazione Radicale, pur facendo il possibile per cercare di migliorare il provvedimento in zona Cesarini, stando così le cose si asterrà probabilmente dal votarlo.

Dispiace che si voglia utilizzare in questo modo la ricorrenza della festa delle donne per approvare in pompa magna il nulla, come dispiace dover constatare che durerà purtroppo ancora la consuetudine di ogni nuovo Ministro di Giustizia che all'insediamento proclamerà "Mai più bambini in carcere".

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